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martedì 3 maggio 2011

Pubblicate le specifiche tecniche del PCT

http://www.processotelematico.giustizia.it/pdapublic/resources/Specifiche%20tecniche%20-%20scheda%20illustrativa%20v1.1.pdf

Spicca a pagina 3 la nota:
"Questo documento riporta tutte le specifiche tecniche di interesse per le software house e per i punti di accesso, aggregando di fatto quanto già anticipato e pubblicato sul sito del processo telematico (sezione “Nuove regole e specifiche tecniche del processo telematico”), nonché illustrato sempre a software house e punti di accesso nella riunione del 7 ottobre 2010 presso la DGSIA"

Il testo in oggetto e' sorprendentemente di dubbio gusto, oltre al fatto che andrebbe corretta la parte "software house" con "iscritti ad AssoSoftware": il testo in oggetto era gia' oggetto di discussione ancor prima di essere stato scritto e quindi reso pubblico.
E' infatti chiaro da tempo che il DGSIA ha bisogno di TIMBRINI, di AVALLI, e la questione e' stata oggetto di pesanti discussioni, data la natura delle riunioni fino ad oggi.

Le discussioni vertono in merito al fatto di avallare in silenzio scelte tecniche poco felici.

Nel complesso leggi e regolamenti fin qui messi in atto vanno a CAMBIARE parte dei flussi, non nella sostanza, ma nella forma, questione su cui il governo ha ben motivo di fare scelte incisive perche' il PCT dura da 10 anni con risultati sostanziali SOLO negli scorsi due anni a fronte della sostituzione del direttore del DGSIA. Da allora e' stato dato un maggior impulso alla diffusione del PCT, con risultati sostanziali, in termini di numeri di utenti e sedi.

Il problema e' ovviamente che questi cambiamenti hanno comportato spese consistenti, non tanto per sviluppare nuovi servizi, quanto per cambiare parte dei flussi con tecnologie differenti: all'atto pratico, fino ad oggi non sono stati erogati nuovi servizi ed in futuro, verranno erogati gli stessi servizi attuali, ma da un numero maggiore di fornitori, dove piu' di un fornitore sara' lo stato italiano, con una intromissione diretta sul mercato.

L'attivita' che non viene presa in considerazione, fino ad oggi, e' un piano (pubblico), che preveda l'attivazione di tutte le sedi dei tribunali: i servizi offerti infatti, riguardano solo chi ha un tribunale attivato nell'ambito del PCT, e le attivazioni per quanto incrementate sono ben lungi dal coprire tutto il territorio nazionale.

Contemporaneamente, dal punto di vista tecnico, e' chiaro che un progetto dove le fasi di sperimentazione sono rese obbligatorie dal CNIPA (per un periodo di attivita' parallela tra CPE-CPT e PEC per 6 mesi) stonano: dovendo essere chiaramente una simile attivita' non opzionale, ma cautalativa e necessaria, quindi come mai e' stato il CNIPA a dover imporre un simile periodo di transizione?

A questo si aggiunge il fatto che fin qui l'intera infrastruttura di test, non viene documentata, per quando il DGSIA abbia indicato la disponibilita' a test sulla nuova piattaforma, disponibilita' comunicata il 20 aprile 2011:
purtroppo pero' un ambiente di test non puo' essere oggetto di disponibilita', ma deve essere un elemento portante di un progetto costato qualche milione di euro ad oggi.


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