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venerdì 22 aprile 2011

Dott. Aprile su Italia Oggi

In un articolo pubblicato su Italia Oggi, il dott. Aprile ha illustrato il passaggio alla PEC
(il materiale e' coperto da copyright, quindi non e' lecito riportare l'articolo integrale).

In sostanza il direttore del DGSIA illustra come il livello di sicurezza viene innalzato (la PEC ha una SLA di 99.99, mentre il precedente servizio aveva una SLA di 99.5).

Il problema e' che ad oggi e' "scoppiato" solo il servizio del MINISTERO stesso, e non risultano provvedimenti ne verso il fornitore, ne verso altri, quindi parlare di livelli di servizio (SLA) non ha alcun senso, ne ha senso parlare si un aumento della sicurezza.

Il governo ha, piu' che lecitamente, deciso di diffondere la PEC e basare molti servizi sulla PEC:
e' decisamente spiacevole che questa scelta venga giustificata con motivazioni vaghe, perche' l'aumento di sicurezza tra PEC e CPECPT a livello di SLA e' pari solo allo 0.49% circa, ed in termini di sicurezza pratica, sapere che il DGSIA non e' intervenuto nell'indicare quanto meno di CHI SIA la responsabilita' dell'implosione del servizio per due mesi, non giova al buon nome del PCT.

Certamente la PEC ha piu' "controllori", quindi all'atto pratico e' palese che in futuro se il servizio implodera' ancora, saranno coinvolti molti piu' enti e ministeri e la questione non potra' essere "dimenticata" o "superata" con leggerezza.

mercoledì 20 aprile 2011

Confernza DGSIA in Sala della Musica a Roma

Oggi, dalle ore 10.30 circa, e' in corso la conferenza della DGSIA in merito al nuovo regolamento:
la conferenza su invito della DGISA, si svolge al tribunale civile di Roma, nella "Sala della Musica".

Il fax di invito e' stato spedito alle singole entita' (tribunali, OA, aziende, etc), senza l'elenco dei presenti: ovviamente non e' stato spedito a tutti gli OA, non a tutti i tribunali, non a tutte le aziende.

Il fax segnala che per PURI problemi di spazio, per le singole entita' e' disponibile un solo posto.

Il fax della DGSIA e' a firma dr. Stefano Aprile, direttore generale della DGSIA.

Ovviamente c'era una azienda che alle 10.30 si e' presentata con 6 persone, dopotutto gli inviti li fa la DGSIA...

Contenuto della conferenza:
ho seguito dopo le 14.00 circa la conferenza, perche' a quell'ora visto che chiunque voleva si portava 6 persone, un clienti mi ha richiesto di affiancarlo...

La pseudo-tavola evidenziava situazioni paradossali:
1) oggi il GC non e' sotto il controllo della DGSIA, ed ha avuto problemi
(forse questo sottintende che non potevano intervenire prima o meglio?)
2) domani c'e' la PEC e si risolve tutto...

in sostanza pero' la PEC NON e' sotto il controllo della DGSIA e magari il fornitore e' lo stesso del GC?

Quindi il primo intervento che ho seguito e' stato molto bizzarro: salvo sottolineatura della DGISA che oggi ogni problema e' RISOLTO (almeno questo e' un bene).

piu' tardi integro x il resto delle considerazioni...

venerdì 15 aprile 2011

ULOF - Conferenza a Milano sul PCT - 18 Aprile 2011

L'Unione Lombarda dei Consigli dell'Ordine degli Avvocati (ULOF), con la partecipazione dei Presidenti degli Ordini, dei Tribunali e delle Corti d'Appello della Lombardia, organizza una conferenza stampa il 18 aprile 2011 alle ore 12.00, presso l'aula magna del palazzo di Giustizia di Milano.

Tema della conferenza saranno i risultati dell'attivita' relativa al PCT su Milano, gli ottimi risultati ottenuti fino a due mesi fa ed i problemi nati negli ultimi due mesi.

Fin qui il comunicato dell'ULOF:
preciso che i problemi a cui si fa riferimento non sono propri dell'ULOF, ma dell'infrastruttura ministeriale ed in quanto tali fuori dal controllo dei singoli ordini, inoltre hanno causato danni a tutta l'utenza del PCT.

sabato 9 aprile 2011

In pubblicazione le nuove regole del PCT - analisi 1

Questo e' una prima relazione in vista delle nuove regole del PCT che verranno pubblicate presumibilmente in gazzetta ufficiale entro fine mese.

Tempo di bilanci.

La DGSIA ha rilasciato tempo fa un report sul PCT molto controverso:
oggi ci sono elementi incontrovertibili che attestano la reale situazione, grazie ai quali la relazione della DGISA assume un nuovo ruolo.

I flussi di posta CPECPT verrano abbandonati, come gia' enunciato nel lontano febbraio 2009. La CPECPT e' una PEC su un circuito chiuso, dove lo spam e' impossibile, l'autenticazione funziona a mezzo smartcard CNS ed il servizio ha un livello di sicurezza aggiuntivo rispetto alla PEC, ma nel contempo una SLA (service level agreement) leggermente piu' bassa e controlli meno severi.

Ora c'e' da chiedersi coma mai, l'intera infrastruttura sia in corso di aggiornamento!

Penserete che l'aggiornamento riguarda il passaggio alla PEC: e' vero c'e' un aggiornamento in corso per il passaggio alla PEC, per la quale il ministero doveva essere pronto a gennaio, mentre FORSE sara' pronto solo a maggio... non e' pero' a questo che mi riferisco.

La CPECPT e' in pieno aggiornamento, perche' il sistema e' collassato:
eppure il report della DGSIA non accennava ad alcuna problematica relativamente alla CPECPT, come se il collasso del sistema sia arrivato all'improvviso senza dare segni.

Un report reale e trasparente sulla situazione di una infrastruttura, mettiamo una autostrada, e' uno strumento utile per rilevare la situazione dell'infrastruttura, se in questo non sono presenti i problemi allora questo assomiglia piu' ad uno spot pubblicitario, che non ad un serio report, per avere trasparenza sul servizio.

Certo e' possibile che nessuno abbia rilevato i problemi sui flussi, nonostante diversi interventi, relazioni, etc etc, magari sottovalutando alcuni rilievi fatti sull'infrastruttura: il punto e' che qui siamo arrivati al totale collasso, cosa che evidentemente e' una situazione ben diversa dal dover affrontare qualche isolato problema.

Di quale collasso parlo?
Il flusso della CPECPT e' un flusso di posta simile alla PEC dove non e' previsto che la posta VADA PERSA, se la posta viene PERSA, allora si presume che un PDA abbia perso i requisiti di certificazione, e non sia in grado di gestire la posta CPECPT, ma in questo caso la POSTA non e' persa dai PDA, ma dall'altro lato...
... un po come se un ufficiale giudiziario buttasse via i documenti che riceve.

L'infrastruttura software e' collassata, presumibilmente perche' il progetto e' VECCHIO e non e' stato AGGIORNATO per tempo, cosi' il progetto VIENE AGGIORNATO SOLO ORA, ben sapendo che poi l'infrastruttura verra' in parte abbandonata:
se il progetto fosse fallimentare AGGIORNARLO sarebbe INUTILE; quindi perche' AGGIORNARLO? perche' evidentemente da tempo era gia' chiaro che andava aggiornato e questo non e' stato fatto.

Dall'altro lato la nuova infrastruttura legata alla PEC stenta a partire: finche non sara' chiaro se la nuova infrastruttura legata alla PEC REGGE, il futuro del PCT rimarra' imprigionato in una sorta di limbo.

Quindi c'e' da chiedersi se qualcuno abbia ALMENO imparato a cosa serve produrre una relazione sullo stato del PCT:
magari a GOVERNARNE lo sviluppo ed a PREVEDERNE il collasso PRIMA che questo si manifesti?

Probabilmente il motivo del mancato aggiornamento del sistema IN TEMPO, prima che il collasso si verificasse e' dovuto ai normali problemi finanziari del ministero della giustizia, che a differenza di altri ministeri non ha molti fondi:
anche questa che poteva essere una giustificazione, un tempo, stenta a sembrare la causa reale, perche' a settembre dovrebbe concretizzarsi il "PDA" ministeriale, ennesimo progetto dai costi incredibili, che permettera' ad un avvocato di Milano di fare quello che gia' fa oggi grazie al PdA dell'ordine di Milano, etc etc

Ora perche' enfatizzare che il nuovo servizio garantira' quello che un avvocato di Milano gia' fa oggi?
Perche' il nuovo PdA non permettera' a chi oggi non lavora nel PCT di fare qualcosa IN PIU!

Se la PEC permettera' potenzialmente a tutti gli avvocati di poter depositare un atto telematico senza PdA, il problema e' che ad oggi centinaia di sedi NON hanno fondi per ISTRUIRE il personale di cancelleria ed i giudici all'uso degli strumenti informatici SVILUPPATI DAL LONTANISSIMO 2004: se il personale di un tribunale non sa usare uno strumento, questo non puo' essere usato e le differenti sedi non possono attivare i depositi.

Il nuovo decreto relativo al PCT permettera' poi ad una ampia gamma di pubbliche amministrazioni di fare quello che il ministero ha gia' indicato fara' lui stesso, cioe' avvviare dei PDA per l'accesso degli utenti: senza che nessuno si prenda cura di attivare i servizi sui tribunali, cosi' da garantire che, dove i depositi sono possibili (ad esempio Milano), un avvocato possa magari scegliere tra due o tre PA che con i soldi delle sue tasse, possano offrirgli lo stesso medesimo servizio.

E' un po come dire che si aprono nuovi siti web per fornire lo stesso medesimo servizio che gia' eroga l'ordine di Milano, e che ha gia' intenzione di fornire il ministero della giustizia: solo che il ministero e tutte le altre PA che offriranno il medesimo servizio, pagheranno le spese con i soldi delle tasse, e saranno fuori dal controllo dell'avvocatura di Milano.

L'unico vantaggio che potra' ottenere l'ordine di Milano, sara' risparmiare sul costo del PdA: salvo poi scoprire che oggi il PdA di Milano non perde la posta CPECPT, ma la perde il sistema ministeriale, inoltre domani il ministero avra' la possibilita' di spendere il doppio e fornire servizi che abbiano modo di bloccarsi con piu' agio...

Il nuovo regolamento ovviamente non prevede che ci sia qualcuno che si prenda un minimo di responsabilita' se i servizi collasseranno nuovamente,

venerdì 8 aprile 2011

I pagamenti online

da: http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_2_9_7_1.wp


I pagamenti online

Obiettivo del Piano straordinario per la digitalizzazione della giustizia

Normativa

L’iniziativa si inquadra nelle disposizioni normative legate alla informatizzazione dei pagamenti a favore della PA

  • art. 4, comma 9 del DL 29 dicembre 2009, n. 193 - convertito con la legge 22 febbraio 2010, n. 24
  • art. 5 del Codice dell’amministrazione Digitale.

ISTRUZIONI PER L’ADESIONE ALL’ INIZIATIVA

Contesto di applicazione

  • Si applica a tutte le spese di giustizia:
    • Spese processuali, spese di mantenimento, pene pecuniarie, sanzioni pecuniarie, etc. (Nella fase sperimentale sono abilitati i pagamenti del contributo unificato e della marca per diritti di segreteria).
  • Può essere adottato presso tutti gli uffici giudiziari
    • Procure, Tribunali, Giudici di Pace, UNEP, etc..

Requisiti per gli Uffici Giudiziari

  • Per l’attivazione dei pagamenti telematici sono necessarie solo attrezzature informatiche di base (PC e collegamento a SPC)
  • L’utilizzo è indipendente dagli strumenti informatici utilizzati nell’ufficio:
    • Registri
    • Sistemi per la digitalizzazione di atti
    • Strumenti per la comunicazione e notificazione elettronica

Attività per attivare i Pagamenti on-line
Per attivare i pagamenti telematici gli Uffici Giudiziari devono:

  • Aderire al piano straordinario per la digitalizzazione tramite la domanda di adesione
  • Definire un apposito piano di comunicazione per far conoscere l’iniziativa a:
    • Magistrati e Cancellieri
    • Avvocati (Consiglio dell’Ordine)
  • Avviare programma di formazione del personale (Cancellerie) attraverso:
    • Presentazioni strutturate (0,5 giornate)
    • Affiancamento (training on the job) da stimare in 1 trainer per 0,5 giornate per ogni sede di medie dimensioni.

Erogazione del Servizio di pagamento
I soggetti abilitati (avvocati) possono richiedere il pagamento telematico delle spese di giustizia attraverso:

  • i Punti di Accesso (PdA) definiti nel DM del 17 luglio 2008 recante “Regole tecnico-operative per l'uso di strumenti informatici e telematici nel processo civile”
  • il Portale del Ministero (operativo da settembre 2011)

che sono collegati telematicamente ai circuiti bancario e postale e mettono a disposizione gli strumenti necessari ad effettuare il pagamento

DESCRIZIONE DEL PROCESSO DI PAGAMENTO

Fasi del processo di pagamento
L’intero processo si svolge nelle seguenti cinque fasi:

  1. Richiesta di Pagamento nella quale il sistema informatico della Giustizia attribuisce alla stessa un identificativo univoco
  2. Esecuzione del pagamento presso il prestatore di servizi di pagamento (Banca o Posta) del pagatore
  3. Consegna della ricevuta di pagamento al pagatore e memorizzazione della stessa nel sistema informatico della Giustizia
  4. Trasmissione/esibizione della ricevuta di pagamento
  5. Erogazione del servizio da parte degli uffici giudiziari

Fase 1 - Richiesta di Pagamento

  • Il soggetto abilitato si autentica presso il Punto di accesso ovvero presso il portale del Ministero e richiede il pagamento relativo ad un servizio (iscrizione a ruolo, copie, etc)
  • Il sistema informatico della Giustizia attribuisce un identificativo univoco ad ogni richiesta
  • La richiesta di pagamento (che contiene l’identificativo univoco) viene inviata dal Punto di accesso (ovvero portale del Ministero) al prestatore di servizi di pagamento (Banca, Poste, ecc) prescelto dal pagatore sotto forma di file informatico

Fase 2 - Esecuzione del pagamento
Il prestatore di servizi di pagamento riceve il file informatico contenente la richiesta e:

  • Esegue i controlli di sua competenza
  • Effettua il pagamento:
    • addebitando il pagatore (che ha indicato esplicitamente, nella richiesta , il conto su cui deve essere effettuato l’addebito)
    • accreditando la somma riscossa presso la Tesoreria dello Stato
  • Genera il file informatico con le informazioni relative alla ricevuta di pagamento (che riporta l’identificativo univoco della richiesta di pagamento) e lo firma digitalmente
  • Invia la ricevuta di pagamento al mittente (Portale ovvero PdA) della richiesta

Fase 3 – Consegna della ricevuta
Il Punto di accesso ovvero il portale del Ministero ricevono il file informatico contenente la ricevuta di pagamento e provvedono a:

  • Inoltrare la ricevuta di pagamento al soggetto pagatore
  • Inserire la ricevuta stessa in un apposito archivio (archivio delle ricevute) gestito dal sistema informatico della Giustizia e messo a disposizione degli uffici giudiziari per le operazioni di verifica e consultazione

Fase 4 – Trasmissione/esibizione della ricevuta
A seconda del livello di informatizzazione degli Uffici Giudiziari, il soggetto pagatore utilizza il file informatico della ricevuta di pagamento:

  • Stampando la ricevuta stessa e consegnandola presso la cancelleria (caso di procedura non informatizzata)
  • Trasmettendo all’ufficio giudiziari la ricevuta in formato digitale (nel caso di procedura informatizzata – Processo Telematico (PT) - questa fase avviene nelle modalità previste dalle regole tecniche )

Fase 5 – Erogazione del servizio
A seconda del livello di informatizzazione degli Uffici Giudiziari, il Cancelliere:

  • Acquisisce la ricevuta cartacea, verifica la presenza della stessa sull’archivio delle ricevute (tramite l’identificativo univoco) ed eroga il servizio (caso di procedura non informatizzata)
  • Verifica la presenza della ricevuta (allegata agli altri atti in formato digitale) sull’archivio delle ricevute e procede all’erogazione del servizio (nel caso di procedura informatizzata – Processo Telematico (PT) - il tutto avviene in maniera automatica)

SPERIMENTAZIONE

Fase Sperimentale del Servizio di pagamento
Può essere avviata da subito una fase di sperimentazione del processo di pagamento precedentemente illustrato:

  • attraverso gli strumenti di pagamento messi a disposizione dai Punti di Accesso (PdA);
  • per il servizio di iscrizione a ruolo (pagamento contributo unificato e diritti di cancelleria);
  • limitatamente agli Uffici Giudiziari in cui è attiva la procedura informatizzata – processo telematico (PT).