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lunedì 3 maggio 2010

Il futuro del PCT lato gestionale

Uno spazio interessante nel PCT e' quello dedicato alle aziende ed ai gestionali.

Dal 2004 in poi il ministero della giustizia ha sempre speso parole su come le aziende dovevano implementare il PCT e su cosa dovevano implementare del PCT: personalmente avrei ritenuto piu' saggio che il ministero si occupasse del PCT, invece di occuparsi di fare le previsioni del tempo o sul mercato.

Il problema fondamentale e' che quella del ministero e' a malapena una previsione e manca di tutti i requisiti perche' una previsione possa essere fatta: in effetti per fare una previsione serve competenza nel settore, chiarezza e stabilita' del mercato.

Il ministero della giustizia non ha nessuna persona al suo interno che abbia competenza sui settori privati, che sviluppi software per terzi ed abbia anche solo una vaga idea di come funzioni una azienda privata, quindi le previsioni del ministero si basano purtroppo piu' su illazioni che non sull'esperienza e/o una competenza specifica.

Una azienda privata deve investire per occuparsi del PCT, cioe' investire denaro contante nella speranza che un giorno ci sia un ritorno di investimento: e' uno dei principi del libero mercato, se investi tanto per fare vai in fallimento, oppure vivi in un regime comunista dove sono altri che pagano i tuoi debiti.

L'analisi fin qui fatta dal ministero prevedeva che il parsing del polisweb fosse inutile: in effetti il parsing e' l'unica cosa utile che si e' potuto fare in 6 anni e certamente era utile.

L'analisi prevedeva anche che si potessero usare i web service, fulcro del PCT e dell'integrazione tra gestionali e PCT: per 6 anni la documentazione in merito e' stata scadente ed incompleta, rimando ad altra sede la versione ufficiale del ministero su che fine abbia fatto la documentazione, perche' e' un tema che merita una discussione molto profonda.

Per 6 anni si e' presupposto, ascoltando il ministero, che il Polisweb fosse quello erogato da Napoli, ma al contrario si e' poi scoperto che una singola azienda forniva server di sua proprieta' da mettere nei tribunali, con sopra il polisweb, per affittarli agli ordini a prezzi contenuti rispetto al servizio erogabile tramite Napoli (il primo servizio ha un costo di 50mila euro ad ordine, il secondo, mediamente dai 2 ai 7 mila euro).

L'esempio di cui sopra e' uno dei motivi percui il ministero non puo' dare indicazioni alle aziende sul come operare, perche' in primo luogo deve garantire le condizioni di mercato con accesso equo per tutti: che si potesse avere copia del Polisweb per montarlo su propri server e mettere i propri server nei tribunali era un dettagli che ci e' sfuggito per 6 lunghi anni.

Per sviluppare un prodotto in ambito PCT e' necessario che il ministero adotti una banale linea guida sul come gestire i nuovi progetti o le evoluzioni dei precedenti:
1) si dichiara quale attivita' e' in corso e con quale finalita', quali i partner e quali i tempi
2) si pubblicano le specifiche del progetto
3) quei progetti che necessitano l'interazione con terzi vedono le specifiche discusse con i terzi e quindi adeguate
4) viene definito se e come verra' sperimentato con terzi il progetto
5) parte lo sviluppo presso i fornitori ministeriali
6) il progetto viene testato
7) il progetto viene sperimentato con terzi, se previsto
8) il progetto viene concluso

Ad oggi il ministero ha dei problemi con la sequenza di questi passaggi, cioe' non sa in quale momento le specifiche vanno diffuse, ed in alcuni casi l'idea e' che le specifiche vengano diffuse in un momento indeterminato dopo il punto 8, o piu' semplicemente, mai: su questo punto e' possibile confrontarsi con l'ing. Borsari del DGSIA per avere indicazioni su dove sia la documentazione relativa ai web service, per farsi un'idea propria, troverete al risposta entusiasmante.

Da non molto temo e' partito il progetto relativo ai pagamenti per il quale il ministero ha distribuito le specifiche e questo e' un'esempio valido di interazione tra il ministero e soggetti terzi.

Una azienda per determinare come e quando investire sul PCT non ha bisogno che il ministero immagini come il mercato vada gestito, ma solo che il ministero segua lo schema di sviluppo dei progetti indicato sopra, altrimenti genera incertezza e manca di trasparenza sul mercato.

Il ministero in passto ha sottovalutato un fatto non banale: se un progetto che necessita l'interazione con terzi, non ha questa interazione in fase di sviluppo, il progetto corre il rischio di essere pieno di errori che si scoprono quando ormai i lavori sono stati portati a termine.

Quindi tornando al futuro del PCT lato gestionale, il parsing del polisweb e' attualmente il metodo piu' adatto per fornire servizi al 70% dell'avvocatura, i web service sono il metodo successivo che pero' permette di raggiungere solo il 10% dell'avvocatura.

Questo e' il momento in cui investire nella produzione di atti a mezzo gestionale, sia per il settore civile che per le esecuzioni: il ritorno di investimento e' molto lungo ma mancare l'appuntamento che ci sara' a breve con la gestione dei pagamenti avrebbe risvolti ben peggiori.

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