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mercoledì 1 dicembre 2010

Pagamenti telematici a Milano

Ripubblico come ricevuto


I PAGAMENTI TELEMATICI AL TRIBUNALE DI MILANO

Parte con successo il primo ricorso per decreto ingiuntivo

con pagamento on-line.


Milano, 1 dicembre 2010 - Ha avuto successo ieri il primo ricorso per decreto ingiuntivo con pagamento on-line. Gli avvocati del Foro milanese potranno d’ora in poi evitare di utilizzare i metodi di pagamento tradizionali (marca da bollo, F23, ecc.) finora necessari per depositare un ricorso per decreto ingiuntivo on-line. Il pagamento delle spese di giustizia potrà infatti essere effettuato direttamente dallo studio legale tramite la piattaforma del processo civile telematico, attraverso l’addebito diretto su conto corrente.

La sperimentazione dell’innovativo servizio, atteso da tempo da avvocati e uffici giudiziari, è stata possibile anche grazie all’impegno di Unicredit Group e Unicredit Credit Management Bank, beta tester per la gestione del pagamento nel circuito interbancario; oltre a quello, dei tecnici informatici del CISIA di Milano.

Questo ulteriore passo in avanti nella telematizzazione del processo civile consentirà ancora una volta un cospicuo risparmio di tempo da parte dei professionisti e, conseguentemente, un risparmio economico da parte dell’utente finale.

Sono molto orgoglioso di essere stato testimone del primo esempio di pagamento on line nel mondo Giustizia” ha affermato l’Avv. Paolo Giuggioli, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano. “Non molto tempo fa tutto ciò sembrava irrealizzabile, ma l’impegno profuso in termini di risorse, non solo economiche, da parte dell’Ordine degli Avvocati di Milano, in collaborazione con il Tribunale e la Direzione Generale dei Sistemi Informativi Automatizzati, ha reso possibile questo balzo in avanti che rappresenta per noi un successo, un risparmio sui tempi e sui costi e un ulteriore avvicinamento ad un Sistema Giustizia finalmente efficace, efficiente e rapido, così come auspichiamo da tempo.”


Contatti:

Ufficio stampa Ordine Avvocati Milano

Conca Delachi – Sara Gentile sgentile@concadelachi.com

Mob. 339.6043118

martedì 30 novembre 2010

Depositi su Torino, nuovamente abilitati

Per i molti avvocati che hanno sospeso i depositi su Torino:
come noto (e come sempre) i problemi erano relativi al solo Tribunale... non che fosse l'unico tribunale ha dei problemi, ma il punto e' che i problemi sono come sempre "problemi personali" del ministero della giustizia.

Il deposito e' ora stato ripristinato ed possibile depositare un atto da ogni PdA sul tribunale di Torino.

domenica 21 novembre 2010

E' andato in onda Report

Oggi e' andato in onda un servizio di Report.

domenica 14 novembre 2010

Protocollo ABI - Ministero della Giustizia

Qui c'e' il protocollo del 23 novemve 2006 tra ABI e Min. Giustizia (non so se sia la versione firmata perche' questa non lo e'):
http://www.giustizia.it/newsonline/data/multimedia/1893.pdf

Elenco il primo obiettivo con qualche commento personale:

"l’obiettivo di una maggiore celerità nello svolgimento dei processi, oltre che
rispondere al precetto costituzionale della ragionevole durata del processo, è fattore
cruciale di competitività internazionale del sistema economico in quanto realizza un
positivo contesto operativo per le imprese;"

Sarebbe facile fare battute su come nel 2010 questo obiettivo non sia stato raggiunto:
mi sembra pero' che sia piu' ragionevole evidenziare che erano previste 14 sedi nell'ultima versione del piano citata dal DGSIA e che ad oggi ci sono 15 sedi operative.

Il tempo necessario ad attivare le sedi e' stato lungo, ma alla fine le sedi sono qui: dato che molte sedi sono state attivate solo da poco tempo, putroppo piu' che far battute sul fatto che ad oggi i tempi della giustizia non si sono velocizzati, c'e' solo da attendere e vedere se l'informatizzazione oggetto dell'investimento dell'ABI produrra' dei risultati e quando.

Il piano dell'ABI ha velocizzato l'informatizzazione: beh guardando quello che e' capitato nel settore civile, la risposta e' SI: perche' il civile ha una informatizzazione che ha visto il software consegnato nel 2004 e nel 2010 ancora si parla di attivare le memorie. Nel settore delle esecuzioni sono stati attivati 20 atti per il fallimentare e 35 per le esecuzioni.

Gli atti del fallimentare non sono in uso in nessuno tribunale: pero' sono attivi dei tribunali su cui sono supportati, inizialmente quello di Bologna da cui non si ha nessuna notizia, ma oggi il nr. di tribunali abilitati e' maggiore.

Per i 35 atti relativi alle esecuzioni le sedi attivate sono 15, i documenti attivi sono tutti e 35: tra questi atti specifici ed un atto "generico" da usare per le attivita' non coperte dagli atti specifici.

Gli atti coprono le attivita' degli avvocati, delegati, curatori, professionisti/CTU.

Il paragone con il contenzioso civile ed il tribunale del lavoro e' molto semplice: in 6 anni da quando il relativo software e' stato completato (e poi riscritto una seconda volta) in questo ambito della vagonata di atti disponibili, solo il decreto ingiuntivo e' usabile sul 90% delle sedi abilitate.

L'investimento dell'ABI e' sicuramente servito a mettere in opera un servizio che altrimenti avrebbe richiesto almeno 6 anni per non produrre risultati concreti: quando a fine 2008 inizio 2009 il software delle esecuzioni e' stato completato, la sua messa in opera e l'uso reale degli atti e' stato effettivo.

Purtroppo ad oggi il numero degli atti depositati e' molto limitato: per questo pero' serve anche fare due conti sul numero degli operatori.

In una sede con 4/5 mila avvocati iscritti all'albo, solo 200 avvocati di norma si occupano di esecuzioni e fallimenti, percui rispetto al numero effettivo di iscritti alla cassa foresense gli avvocati coinvolti potranno solo essere presumibilmente 5mila (alla cassa forense sono iscritti solo gli avvocati che hanno un minimo di fatturato).

L'ABI ha quindi ottenuto un risultato, in termini di CONSEGNA ed ATTIVAZIONE di un servizio che altrimenti, non era neanche ipotizzabile.

L'obiettivo del protocollo pero' non era questo: l'obiettivo principale richiedera' ancora tempo e se nei prossimi due anni verra' raggiunto, allora il protocollo potra' considerarsi un successo.

Uno dei termini dell'oggetto del protocollo molto interessante e':
"lo sviluppo del software per l’ampliamento del sistema di indicatori al fine di assicurare il monitoraggio delle esecuzioni individuali e concorsuali."

Attualmente non sono state diffuse informazioni in proposito, la speranza e' che quanto prima, l'ABI fornisca indicazioni perche' senza il suo pungolo, le aspettative in termini di risultati e dati certi e' scarso.

giovedì 11 novembre 2010

Rapporto di sintesi sul PCT di Ottobre

Estratto dal rapporto di ottobre sul PCT della DGISA (pagina 2):
http://www.processotelematico.giustizia.it/pdapublic/resources/Rapporto%20di%20Sintesi%20-%20Servizi%20telematici%20civili%20%28Ottobre%202010%29.pdf

I principali punti di forza dell’architettura sono:
  • [1]esternalizzazione della responsabilità di autenticare l’utente, certificare lo status del difensore e fornire assistenza ai singoli utenti (a cura dei punti di accesso); esternalizzazione degli strumenti software per i professionisti;
  • [2]garanzia di sicurezza, autenticità e riservatezza delle trasmissioni;
  • [3]elevata affidabilità, monitorata dal Ministero;
  • [4]utilizzo degli standard allo stato dell’arte (XML, PDF, SOAP/webservices, …);
  • [5]piena integrazione dei software esterni, in grado di sincronizzare in automatico i dati rispetto a quelli dell’ufficio giudiziario (modello “application-to-application”).

Questo rapporto rappresenta in pieno quella che e' la natura del PCT:
1a) l'esternalizzazione d'autenticazione e' mezzo CNS Like, che dal punto di vista giuridico non si sa cosa sia, percui nessuno riesce a produrre un documento dello stato italiano che identifichi cosa e' una CNS Like dal punto di vista legale
1b)l'esternalizzazione degli strumenti ai professionisti e' un tema felice visto il nuovo piano della giustizia programmato almeno da marzo 2010, ma finche non diventa pubblico e messo in opera e' inutile discuterne

2) la garanzia della sicurezza delle trasmissioni e' IN ENTRATA, verso il tribunale, perche' IN USCITA all'avvocato la parte della criptazione che ancora non e' stata attivata, ma solo pagata nell'infrastruttura, hanno segnalato che verra' dismessa ancor prima di entrare in uso

3) elevata affidabilita' monitorata dal ministero: dal 8 ottobre al 18 ottobre, prima un GL e relativo distretto poi un'altro e cosi' a cascata hanno cominciato a bloccarsi.

Inizialmente il problema era di natura "meccanica" su un solo GL, poi il problema ha cominciato a dilagare perche' e' subentrata l'installazione di una patch accuratamente realizzata e collaudata... solo che c'era "un problema" nella patch che impediva di consultare il registro di cancelleria del contenzioso civile a mezzo web service fuori dal tribunale.

Uno dei GL principali ha visto un periodo di fermo da giovedi' a mercoledi' per il caricamento della patch che doveva finire lunedi alle 14.00.

4a) l'utilizzo dei PDF ovviamente non fa riferimento allo standard del PDF/A o altro :O), in realta' e' usato il formato PDF, quello che passa passa.
4b) I file XML ed XSD non sono parsabili da molti parser perche' il contenuto del file non rispetta la codifica dei caratteri.
4c) per soap e web service, va tutto alla grande, ma manca il manuale completo da circa sei anni e ne e' previsto il rilascio credo a marzo 2011. Naturalmente ogni esperto di web service sa che se sono fatti bene, questi "parlano da se": questi forse parlano da se? ahem...

5) integrazione con strumenti esterni: di strumenti ce ne sono da tempo, peccato che per lo piu' usano il parsing piu' che i web service, pero' di sistemi di consultazioni a mezzo web service ce ne sono molti quindi dopotutto almeno qui si parla di elementi concreti e tangibili

Complimenti dunque: uno su cinque, e' una media molto alta, rispetto al punteggio medio di valutaizone che di solito va oltre lo spettro dello zero, se va bene e' negativo altrimenti sfora nei numeri immaginari.

Non vedo motivo per avere dubbi sul resto della relazione, che tiene alto il profilo del documento.

venerdì 29 ottobre 2010

Progetto Auror@ - Convegno a Bari

A Bari per 3 giorni a partire da ieri (giovedi' 28/10/10) e' in corso il convegno "Organizzare la giustizia". Dovrebbe contenere la presentazione del progetto Auror@.

La locandina riporta una frase di P. Neruda:
La speranza ha due bellissime figlie: lo sdegno e il coraggio...
Lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle.

Quindi riporta gli interventi sui seguenti temi:
  • Il ruolo delle procure: modelli organizzativi a confronto
  • Il ruolo del nuovo CSM: fra nuove regole da scrivere e vecchi ruoli
  • Il ruolo dell'europa: il confronto con le altre realta' giudiziarie
  • Il ruolo dell'avvocatura: magistrati ed avvocati, dialogo necessario
  • Il ruolo del legislatore: il coordinamento delle politiche
  • Il ruolo degli enti locali: la proposta, una authority per la giustizia
Il progeto Auror@ da che riportano i giornali dovrebbe essere integralmente frutto del DGSIA, relativo alla digitalizzazione dei fascicoli delle procure ed altre attivita' non precisate. Il progetto e' attivo su Bari e su Lecce.

mercoledì 20 ottobre 2010

Le evoluzioni del PCT - lato pagamenti: proviamo a fare una supposizione

Dopo lunga riflessione, mi pare opportuno evidenziare una previsione su come evolvera' il PCT: all'improvviso verso marzo verra' presentato il portale dei servizi del ministero, che permettera' i pagamenti a mezzo ABI, con un accordo raggiunto tra le parti non molto tempo prima dell'avvio del portale.

Sono giunto a questa strana riflessione, perche' mi rendo conto che oramai l'ABI da 10 mesi non ha un tariffario preciso sui servizi di relativi al pagamento elettronico: quindi se non ha trovato una soluzione con il ministero oggi, perche' dovrebbe trovarla prima di Marzo? (data presunta dell'avvio dei servizi ministeriali).

Cosa potrebbe sbloccare una situazione che sta ristagnando da mesi: forse il salone della Giustizia? pare improbabile perche' ci saranno molti temi caldi aperti per quella data, quindi rimangono poche opzioni.

sabato 16 ottobre 2010

6 anni "per una risposta" sul PCT

A me sembra che 6 anni per avere una risposta dal DGISA siano un tempo sproporzionato, ma veniamo al caso, cosi' da poter descrivere meglio gli eventi.

Nel 2004 viene completata dal fornitore ministeriale l'infrastruttura del PCT lato BACKEND e lato FRONTED per consultare il registro di cancelleria.

Il servizio di cancelleria a cui mi riferisco e' quello SICONCRONO, quello fornito dai PdA (che i piu' possono distinguere dal polisweb blu, perche' questo e' rosa/arancione): contiene i dati registro reale non della copia fatta a Napoli e che, o e' del giorno prima, o in caso di problemi anche molto piu' vecchia.

Il ministero ha pagato non poco la soluzione tecnica di predisporre il servizio in due parti ossia BACKEND e FRONTEND: il backend e' il sw lato ministero, sul GESTORE LOCALE (GL) che raggruppa una o piu' cancellerie su un server (ogn'una delle quali lavora in autonomia); il FRONTEND e' posizionato sui PdA perche' ogn'uno possa sviluppare il PROPRIO frontend come previsto dal progetto da anni.

Questo e' un sistema DISACCOPPIATO che a mezzo dei WEB SERVICE consente che piu' sistemi di FRONTEND sviluppati in linguaggi diversi, dialoghino con il BACKEND del ministero sviluppato dal fornitore ministeriale (DATAMAT/NETSERVICE) in virtu' di regole comuni stabilite dai web service che determinano il protocollo di comunicaizone.

Il problema dei web service ministeriale nasce quando qualcuno ha deciso di scrivere il web service QBUILDER, quindi questo passa sia il COLLAUDO che il CONTROLLO DI QUALITA': ma nessuno pensa che forse la relativa documentazione andava controllata.

Dopo questa prima fase il sistema e' attivo e dovrebbe essere usato sul campo nei test del 2004 sulle 7 sedi dell'avvocatura, salvo che i test verranno rimandati al 2006: come avere un OSPEDALE e lasciarlo vuoto per 2 ANNI, una cosa che costa anche con il software per motivi che illustrero' in uno dei prossimi post (commenti sul blog).

Per assicurarsi che aziende TERZE che realizzano un PdA possano scrivere un FRONTEND viene dunque rilasciata della documentazione relativa a QBUILDER: la prima documentazione e' la copia dello schema WSDL (un file ad uso del computer non ad uso lettura) in un file PDF cosi' componendo 40 pagine di schema in cui il WSDL viene frazionato ed evidenziati i singoli punti.

Dal 2004 la documentazione del FRONTEND e' completamente carente, ma nessuno se ne accorge perche' NESSUNO LA USA: in effetti i primi PdA stanno ancora usando il FRONTEND MINISTERIALE e NON HANNO SVILUPPATO il proprio, come richisto dal ministero.

La prima cosa imbarazzante e' che uno di questi PdA e' del fornitore ministeriale che sta usando in casa sua il sw ministeriale: non e' come costruire "la fontana di Trevi" per un tizio e poi tenersela in casa, ma dovrebbe comunque generare tanti motivi di imbarazzo dato che il FROTEND ministeriale che il DGSIA ha dato a tutti gli altri ha smesso di FUNZIONARE da tempo...

Ora il DGSIA si trova davanti ad un problema: dal 2008 iniziano ad arrivare richieste in merito alla documentazione del FRONTEND, quindi il DGSIA corregge man mano la documentazione, quando gia' molti PdA sono stati COLLAUDATI...
... a NESSUNO viene il dubbio che forse qualcosa non e' andava bene nella documentazione e si trattava di problemi di natura BIBBLICA? questo fatto non e' noto, rimane ad oggi un mistero.

Dopo 2 anni di interventi sulla DGSIA, finalmente arriva la prima risposta CONCRETA in merito alla documentazione dei WEB SERVICE: "non abbiamo la documentazione completa". Tale risposta e' stata fornita a FEBBRAIO 2010, dal 2004 in cui era stata diffusa la prima versione fanno 6 LUNGHI ANNI.

Ora francamente mi pare che sei anni per fornire dei documenti in merito ad un progetto che qualcuno ha pianificato, sviluppato, collaudato e messo in opera a me sembrano un tempo DECISAMENTE fuori luogo: forse il min. Brunetta oltre alla faccina rossa per indicare il malcontento nei rapporti con la PA dovrebbe predisporre anche una BARA con della BARBA BIANCA accanto, per indicare quando un tizio fuori da una PA e' invecchiato e morto in attesa di una risposta.

Vi direte che 6 anni sono un tempo adeguato alla giustizia "cartacea" che il processo civile telematico doveva VELOCIZZARE... in effetti e' una cosa che fa riflettere, ma ancor piu' fa riflettere un'altro problema: credete forse che il MERCATO potesse attendere 6 anni per una risposta che tra l'altro NON risolve il problema, ma e' l'accettazione di avere "un problema"? Il mercato non aspetta, mai: chi ha una soluzione vende.

La prima soluzione completa che usava i web service l'ha fornita Datamat/Netservice a Milano:, che e' anche il fornitore ministeriale: evito ogni commento. Il 7 ottobre 2010 e' stato confermato dal DGSIA che la documentazione sui web service sara' fornita a seguito dei nuovi lavori in corso: gia'... verso MARZO 2011...

Ora io vorrei tanto sapere se PAGANO la documentazione attraverso i nuovi lavori perche' nel mentre non mi importa piu' di LEGGERLA per completare il software nel 2009, dato che il 2009 e' passato, ma mi serve rimanere al PASSO... ma la curiosita' nel mentre attendevo una risposta, cresce, e mi chiedo se la PA che da un progetto per qualche MILIONE di euro e che non ottiene la documentazione adeguata sul progetto, poi si rivolge allo STESSO FORNITORE per ottenere un'altro progetto alla cui FINE verra' rilasciata della documentazione: secondo voi anche questa volta non sara' adeguata?

Ogni tanto tra i lettori, viene qualcuno dalla corte dei conti: signori, vi prego, sono soldi PUBBLICI, fate qualcosa.

Dall'arrivo del nuovo direttore generale, il dott. Aprile, l'utenza degli avvocati iscritti al PCT e' raddoppiata, e sono partite le notifiche telematiche: almeno ora ci sono risultati concreti e che portano ad un risparmio per il settore giustizia. E' a buon punto anche il progetto per l'ABI (salvo il fatto che la sua utilita' e' pari circa a zero. Sono in vertigginoso aumento il numero di atti utilizzabili il che fa pensare che l'anno prossimo ci sara' la vera e propria esplosione di utenti e risultati sostanziali.

Cio' detto e' evidente che la situazione non si sta incancrenendo, ma in qualche modo, pian piano viene riportata sotto controllo: rimangono comunque i 6 anni di attesa, che per una risposta vera sappiamo gia' diventeranno 7.

venerdì 8 ottobre 2010

Il POLISWEB asincrono (quello blu) rimarra' operativo a lungo

Nella riunione di ieri tenutasi in DGSIA il dott. Aprile (il direttore generale), a fronte di una domanda specifica, ha segnalato che il POLISWEB ASINCRONO (quello che e' in uso da anni per consultare il registro di cancelleria ed e' di colore BLU) rimarra' operativo a lungo, fino alla totale diffusione del PCT.

venerdì 1 ottobre 2010

Giuffrè regala l’accesso al Polisweb Nazionale

ripubblico il comunicato stampa di Giuffre' sul Polisweb


Giuffrè, al fianco degli Avvocati nel Processo Telematico, regala l’accesso al Polisweb Nazionale

Milano 30 settembre 2010. A partire da oggi, la Dott. A. Giuffrè Editore offrirà a tutti gli avvocati italiani che ne faranno richiesta l’accesso senza oneri economici al servizio Polisweb Nazionale.


La storica Casa editrice professionale mette a disposizione il proprio Punto d’Accesso alla Giustizia, Cliens Procedo, tramite il quale ogni avvocato - collegandosi al Polisweb Nazionale - potrà consultare i registri di cancelleria di tutti i Tribunali di merito e Corti di Appello, abilitati al servizio, al fine di ricevere informazioni sullo stato delle proprie pratiche personali senza accedere fisicamente alle cancellerie.


Parte all’insegna della concretezza la campagna di supporto al mondo dell’avvocatura che affronta il Processo Civile Telematico, impegno fortemente voluto da Giuffrè che - non a caso - è il primo editore privato ad essere iscritto nell'elenco pubblico dei Punti d'Accesso accreditati dal Ministero della Giustizia.


Per attivare il proprio accesso a Cliens Procedo basterà recarsi presso una delle 87 Agenzie Giuffrè dislocate su tutto il territorio nazionale (elenco su www.giuffre.it).

Giuffrè Editore conferma la sua mission di partner del professionista legale, attento nel cogliere e soddisfare bisogni presenti e in divenire.


mercoledì 29 settembre 2010

Il PCT svolta e siamo persino in europa

10 anni di profondi successi nel Processo Civile Telematico e la successiva collaborazione tra min. Giustizia e ABI sono stati portati all'attenzione dell'europa, per esportare questo eclatante modello che tanto ha dato alla giustizia italiana.

Putroppo tutto si puo' dire, tranne che oggettivamente il PCT sia questo grande successo! Forse piu' che provare ad esportarlo in europa era il caso che nascondessimo il fatto di avere un processo di informatizzazione per i tribunali che stenta a vedere la luce da 10 anni...

10 anni sono tanti: ora l'attuale amministrazione sta facendo molto, questo e' indubbio, il problema e' che il pregresso e' quanto mai imbarazzante, e l'amministrazione putroppo pare che una colpa voglia continuare a tenersela.

La piattaforma software in uso vanta il fatto che siamo prossimi alla terza riformulazione della "ricerca giurisprudenziale", la "consultazione dei registri", il "deposito degli atti", etc etc

La ricerca giurisprudenziale deve essere proprio una cosa difficile da fare perche' gia' esisteva nel polisweb asincrono che e' roba ante 2004, ed e' stata rifatta nel polisweb sincrono post 2004: ora vedra' la luce nella 3 edizione! Visti i successi eclatanti delle prime due edizioni (che praticamente nessuno e' mai riuscito ad usare), ora spunta l'incarico per la terza edizione, con tutto cio' che comporta... si dice "squadra che vince non si cambia" e che "dagli errori si impara", ma qui la squadra non e' vincente ed il motto "sbagliare e' umano, perseverare e' diabolico" sembra quanto mai appropriato.

La consultazione dei registri forse non avra' bisogno di rivistazioni: ma la cosa e' tutta da verificare, comunque e' lecito sperare che i soldi dei contribuenti vedano un uso adeguato.

Il deposito atti invece e' nato sotto una brutta stella: per citare qualche "problema" dal 2004 al 2005 nessuno si era accorto che i documenti pubblicati in gazzetta non corrispondevano a quelli in uso e nel contempo non era possibili avere i file xsd in formato "file", ma solo in formato "carta da copiare sul pc"... poi siamo passati per la rivistazione totale di tutti gli schemi per snellire la procedura, perche' troppo onerosa, costosa, complicata: oggi per lo meno cambia solo il MEZZO con cui si deposita, dalla CPECPT alla PEC.

A questo punto c'e' da chiedersi cosa mai ci sia di brutto nella collaborazione tra ABI e ministero, dato che le modifiche indicate non dipendono dall'ABI?

Beh, di brutto c'e' il SIECIC perche' parte dal presupposto che il PCT sia un'attivita' in cui i benefici sono per ministero, cancellerie, tribunali ed ABI: non si capisce pero' in cosa il SIECIC dia benefici agli avvocati...
Mancassero i benefici, il problema sarebbe comunque limitato: il problema e' che gli avvocati devono mettere "la forza lavoro", in questo processo di informatizzazione che nell'insieme gli procura solo lavoro extra, e responsabilita' maggiori.

Tirate le somme dunque c'e' da chiedersi in cosa l'europa possa imparare da noi: a meno che non vogliano imparare dai nostri sbagli.

*La lacuna che ad oggi pare dunque non verra' risolta e' creare un circolo virtuoso, dove non c'e' qualcuno che paga pegno per tutti, ma dove l'informatizzazione porta benefici traversali: ma forse questo non e' neanche fattibile.
La cosa che invece pare piu' preoccupante e' che non sembra che qui paghi mai nessuno, per un progetto che visti i risultati non pare per niente "ben progettato", ogni tanto cambia il direttore, ma in un progetto lungo 10 anni non e' chiaro come nessuno si sia mai accorto che qualcosa non andava...

Comunque, davanti alle nuove evoluzioni del PCT e' facile avanzare critiche ... e' come sparare sulla crocerossa... percui nei fatti sara' necessario attendere i primi mesi di questa nuova evoluzione del PCT per fare un'analisi piu' sobria.

martedì 27 luglio 2010

Comunicato Stampa - ULOF - Emergenza giustizia

(ripubblico cosi' come ricevuto via email)
Oggetto: Comunicato Stampa - ULOF - Emergenza giustizia

COMUNICATO STAMPA

La situazione di gravissima crisi in cui versa la giustizia è divenuta, da tempo e a tutti gli effetti, un’emergenza a causa dell’inefficienza della giurisdizione. Il comportamento dell’attuale Governo, al pari di quelli che l’hanno preceduto, è sconcertante poiché non sembra in alcun modo interessato ad intervenire in modo serio, organico e responsabile, ricorrendo invece ad iniziative estemporanee di natura emergenziale ed inidonee a risolvere la grave crisi, cercando di ovviare all’inefficienza della giurisdizione con l’inaccettabile “privatizzazione” della giustizia sostituendo il giudice con arbitri, notai, commercialisti o altri soggetti di varia natura. E’ grave il continuo e disorganico intervento legislativo sul processo civile, assunto senza il necessario confronto con i soggetti della giurisdizione, avvocati e magistrati, che poi dovrebbero applicare e interpretare le norme processuali. E’ grave lo stallo della legge della riforma della legge professionale forense, nonostante la stessa rappresenti un irrinunciabile presupposto della rifondazione della giustizia e della professione stessa, soprattutto per i giovani avvocati, attesa la seria crisi economica in atto.

La giustizia e la professione forense in Italia non possono essere portate ad una deriva che, ancor prima che inaccettabile per i cittadini, è in palese spregio alla Nazione ed alla sua tradizione culturale e giuridica.



L'Unione Lombarda dei Consigli dell'Ordine degli Avvocati

martedì 20 luglio 2010

Italgiureweb "offline"

Il servizio di Italigiureweb la cui gestione e' passata al DGSIA e' andato offline, la notizia e' stata riportata dal solo Corriere, nonostante la rilevanza del problema.

Poco tempo fa erano gia' stati evidenziati problemi relativi a questo passaggio di gestione al CSM da parte di due magistrati per "contenuti aggiornati poco e male".

Il sistema e' rimasto offline per almeno 5 giorni: non e' chiaro se nel frattempo e' ripartito.

La situazione e' sicuramente molto imbarazzante per la durata del problema che capita poco dopo il passaggio di consegne dal CED della cassazione alla DGSIA: pare sia un problema di condizionamento della sala server che non verra' risolto in forma definitiva in breve tempo.

Nell'ambito del PCT questo passaggio di competenze dal CED della cassazione al DGSIA non puo' che essere valutato come molto grave: il DGSIA e' gia' sovraccaricato di lavoro, il PCT richiede piu' risorse di quelle disponibili, ma in compenso sono state aumentate le responsabilita'.

martedì 13 luglio 2010

Test per il PCT

Il DGSIA ha attivato un servizio per testare le consultazioni dei web service.

Di seguito il link al documento che spiega COME fare richiesta per il servizio:
http://www.processotelematico.giustizia.it/pdapublic/resources/download/PCT_Test_esterni_v2.pdf

A seguito della registrazione ogni azienda interessata potra' effettuare test in autonomia.



NB
Non e' necessario essere soci di AssoSoftware per richiedere l'accesso al servizio ;-)

martedì 6 luglio 2010

Gestione pagamenti telematici nel PCT

Il DGSIA ha avviato da tempo un progetto per i pagamenti telematici nell'ambito del PCT.

Da mesi sono stati avviati incontri con i vari referenti in questo nuovo flusso di dati relativo ai pagamenti, incontri organizzati sempre dal DGSIA, che a mezzo infopct ha inviato anche le specifiche tecniche.

Nel complesso il DGSIA ha permesso cosi' poter valutare costi e tempi relativi all'integrazione dei pagamenti che al momento riguardano solo il flusso creato da un avvocato attraverso un PdA verso un servizio di pagamenti (ABI/CBI, Poste Italiane).

Poste Italiane si e' resa disponibile per avviare la sperimentatzione con i PdA durante il mese luglio e il DGSIA conta che la sperimentazione parta sul tribunale di Roma a settembre.

Nell'insieme la gestione dei pagamenti per il PCT e' dunque implementabile dai vari soggetti coinvolti: rispetto ai precedenti progetti, questo gode di una trasparenza ed di una chiarezza considerevole.

E' ipotizzabile che il merito sia della nuova direzione della DGSIA: anche il progetto relativo al giudice di pace ha fin qui goduto di simile chiarezza e trasparenza ed entrambi sono progetti recenti.



Lato ABI/CBI non sono al momento chiari tempi e costi, ma la questione al momento non e' particolarmente rilevante.

La cassazione e' online

I ricorsi civili e penali in cassazione sono online grazie ad un accordo tra il CNF e la Suprema Corte di Cassazione.

Pare che l'accordo risalga allo scorso novembre e porti i suoi frutti solo oggi, alleggerendo cosi' il carico di lavoro della cassazione.


L'identificazione degli utenti avviene a mezzo smartcard, sul sito https://cassazione.consiglionazionaleforense.it

Il servizio e' fruibile dalle 9.00 alle 24.00.

lunedì 3 maggio 2010

Il futuro del PCT lato gestionale

Uno spazio interessante nel PCT e' quello dedicato alle aziende ed ai gestionali.

Dal 2004 in poi il ministero della giustizia ha sempre speso parole su come le aziende dovevano implementare il PCT e su cosa dovevano implementare del PCT: personalmente avrei ritenuto piu' saggio che il ministero si occupasse del PCT, invece di occuparsi di fare le previsioni del tempo o sul mercato.

Il problema fondamentale e' che quella del ministero e' a malapena una previsione e manca di tutti i requisiti perche' una previsione possa essere fatta: in effetti per fare una previsione serve competenza nel settore, chiarezza e stabilita' del mercato.

Il ministero della giustizia non ha nessuna persona al suo interno che abbia competenza sui settori privati, che sviluppi software per terzi ed abbia anche solo una vaga idea di come funzioni una azienda privata, quindi le previsioni del ministero si basano purtroppo piu' su illazioni che non sull'esperienza e/o una competenza specifica.

Una azienda privata deve investire per occuparsi del PCT, cioe' investire denaro contante nella speranza che un giorno ci sia un ritorno di investimento: e' uno dei principi del libero mercato, se investi tanto per fare vai in fallimento, oppure vivi in un regime comunista dove sono altri che pagano i tuoi debiti.

L'analisi fin qui fatta dal ministero prevedeva che il parsing del polisweb fosse inutile: in effetti il parsing e' l'unica cosa utile che si e' potuto fare in 6 anni e certamente era utile.

L'analisi prevedeva anche che si potessero usare i web service, fulcro del PCT e dell'integrazione tra gestionali e PCT: per 6 anni la documentazione in merito e' stata scadente ed incompleta, rimando ad altra sede la versione ufficiale del ministero su che fine abbia fatto la documentazione, perche' e' un tema che merita una discussione molto profonda.

Per 6 anni si e' presupposto, ascoltando il ministero, che il Polisweb fosse quello erogato da Napoli, ma al contrario si e' poi scoperto che una singola azienda forniva server di sua proprieta' da mettere nei tribunali, con sopra il polisweb, per affittarli agli ordini a prezzi contenuti rispetto al servizio erogabile tramite Napoli (il primo servizio ha un costo di 50mila euro ad ordine, il secondo, mediamente dai 2 ai 7 mila euro).

L'esempio di cui sopra e' uno dei motivi percui il ministero non puo' dare indicazioni alle aziende sul come operare, perche' in primo luogo deve garantire le condizioni di mercato con accesso equo per tutti: che si potesse avere copia del Polisweb per montarlo su propri server e mettere i propri server nei tribunali era un dettagli che ci e' sfuggito per 6 lunghi anni.

Per sviluppare un prodotto in ambito PCT e' necessario che il ministero adotti una banale linea guida sul come gestire i nuovi progetti o le evoluzioni dei precedenti:
1) si dichiara quale attivita' e' in corso e con quale finalita', quali i partner e quali i tempi
2) si pubblicano le specifiche del progetto
3) quei progetti che necessitano l'interazione con terzi vedono le specifiche discusse con i terzi e quindi adeguate
4) viene definito se e come verra' sperimentato con terzi il progetto
5) parte lo sviluppo presso i fornitori ministeriali
6) il progetto viene testato
7) il progetto viene sperimentato con terzi, se previsto
8) il progetto viene concluso

Ad oggi il ministero ha dei problemi con la sequenza di questi passaggi, cioe' non sa in quale momento le specifiche vanno diffuse, ed in alcuni casi l'idea e' che le specifiche vengano diffuse in un momento indeterminato dopo il punto 8, o piu' semplicemente, mai: su questo punto e' possibile confrontarsi con l'ing. Borsari del DGSIA per avere indicazioni su dove sia la documentazione relativa ai web service, per farsi un'idea propria, troverete al risposta entusiasmante.

Da non molto temo e' partito il progetto relativo ai pagamenti per il quale il ministero ha distribuito le specifiche e questo e' un'esempio valido di interazione tra il ministero e soggetti terzi.

Una azienda per determinare come e quando investire sul PCT non ha bisogno che il ministero immagini come il mercato vada gestito, ma solo che il ministero segua lo schema di sviluppo dei progetti indicato sopra, altrimenti genera incertezza e manca di trasparenza sul mercato.

Il ministero in passto ha sottovalutato un fatto non banale: se un progetto che necessita l'interazione con terzi, non ha questa interazione in fase di sviluppo, il progetto corre il rischio di essere pieno di errori che si scoprono quando ormai i lavori sono stati portati a termine.

Quindi tornando al futuro del PCT lato gestionale, il parsing del polisweb e' attualmente il metodo piu' adatto per fornire servizi al 70% dell'avvocatura, i web service sono il metodo successivo che pero' permette di raggiungere solo il 10% dell'avvocatura.

Questo e' il momento in cui investire nella produzione di atti a mezzo gestionale, sia per il settore civile che per le esecuzioni: il ritorno di investimento e' molto lungo ma mancare l'appuntamento che ci sara' a breve con la gestione dei pagamenti avrebbe risvolti ben peggiori.

martedì 16 marzo 2010

Deposito memorie

Riportiamo per diffondere la comunicazione.

Come preannunciato venerdi' scorso al CNF il Direttore Generale della DGSIA ha emesso il decreto ex art. 62, comma 1, del D.M. 17/07/2008, che conferisce valore legale al deposito telematico delle memorie ex art. 183 c.p.c. presso il tribunale di Milano, a decorrere dal 15 marzo 2010.

martedì 16 febbraio 2010

(2) Il deposito telematico dei documenti in cassazione

Ho un documento XSD per il doposito in cassazione, ma non mi ricordo da dove l'ho scaricato!

Ho chiesto in DGSIA, ma loro non hanno pubblicato nessun documento ufficiale, quindi non e' della DGSIA.

Tra l'altro il documento contiene una marea di codici, ma ed e' un po complicato da riportare (non era esattemente un XSD fatto e finito).

Sto tentando di capire da dove l'ho preso, perche' se non ricordo la fonte non ho idea di quanto sia valido il documento stesso: spero quanto prima di risolvere il mistero.

PS
Ad oggi non si possono fare depositi a valore legale in cassazione, il documento e' utile solo se in futuro il PCT viene applicato alla cassazione per consultazione e deposito, quinsi se il documento che ho qui e' il documento che verra' usato quando il deposito in questa forma avra' valore legale.

mercoledì 3 febbraio 2010

Chi lo ha detto? / formati dei file nei depositi

Nell'ambito del processo civile telematico, chi ha detto:
"Posso allegare qualsiasi tipo di documento al fascicolo?
Possono essere allegati tutti i tipi di file, tranne quelli con estensione .doc e .docx."
L'affermazione e' falsa, ma c'e' da chiedersi come si trovi ancora oggi sul sito di un'azienda che si occupa del PCT: la cosa procura non pochi brividi conoscendone la fonte...

L'atto principale deve esssere un file PDF prodotto non mediante la scannerizzazione, ma con stampa da programma su stampante PDF, cosi' che il giudice che lo riceve possa "copiarlo in tutto o in parte" con le funzioni di taglia/incolla. Chi ha OpenOffice basta che usi la funzione di export, chi ha Acrobat invece puo' scriverlo direttamente in formato PDF.

I documenti successivi all'atto, possono essere nei soli formati previsti dal ministero, dal punto di vista legale: ma da quello pratico, usare un file TIFF o altri formati rischia di essere molto pericoloso perche' questi documenti vanno visualizzati (e/o stampati?) dal giudice che per farlo ha a disposizione un computer su cui magari nessuno ha caricato un visualizzatore per i file TIFF.

martedì 2 febbraio 2010

(1) Il deposito telematico dei documenti in cassazione

Pur non avendo notizie complete su come dovrebbe essere il deposito telematico di un documento in cassazione, ho dato un'occhiata ad un'XSD che pare definirne la struttura.

Ho chiesto l'XSD originale alla DGSIA nella speranza che sia stato pubblicato, perche' il documento che ho letto io non l'ho avuto dal sito del ministero, in effetti ci sono parecchi documenti sul sito del ministero, ho qualche difficolta nel leggere la mole completa dei documenti, perche' al momento mi sto concentrandomi su nove atti relativi alle esecuzioni immobiliari (ne ho completati 4).

Lo schema dovrebbe essere disponibule sul percorso http://schemi.processotelematico.giustizia.it/cassazione/introduttivi/v1/Ricorso.xsd

Putroppo il percorso schemi o non esiste o non e' accessibile al pubblico, percui ho difficolta' a capire lo scopo di indicare un nome se poi questo non ha una applicazione pratica: ho chiesto al DGSIA se il percorso esiste e se puo' essere reso pubblico.

Ho una esperienza limitata con schemi XSD, XML, etc percui non ho ancora potuto approfondire se la prassi di indicare un percorso inensistente abbia fondati motivi.

Nei prossimi giorni provero' a dettagliare il contento di Ricorso XSD