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martedì 22 gennaio 2008

I numeri dell'ufficio per il PCT (2)

Questo documeto e' stato gentilmente concesso dal Dott. Consolandi, magistrato in Milano e membro della commssione mist(ic)a : e' tratto da un'email spedita in mailing list private, dove il Dott. Consolandi condivide le informazioni sulle attivita' svolte in ambito PCT. Nello specifico si parla dei "numeri dell'ufficio per il PCT - 2", resoconto sulla "monitizzazione/valorizzazione" del PCT stesso durante il primo anno di decreto ingiuntivo telematico a Milano.

Le attivita' descritte nell'email state svolte da un gruppo di lavoro (a breve aggiorniamo i riferimenti) e sono quindi il frutto di lavoro del Cisia, dell'Ordine degli Avvocati di Milano, della cattedra' universitaria di informatica giuridica dell'Universita' degli Studi di Milano - Facolta' di Giurisprudenza a cui parte delle attivita' sono state delegate, etc.

Osservazioni notturne su altri numeri del PCT, sul flusso dei decreti ingiuntivi telematici milanesi.
Quello che vi dirò deriva da una gestione un po' casereccia dei dati, nel senso che non si tratta di un vero e proprio dataware, ma di estrazioni dal database SICC riportate in tabelle excell e poi smontate, studiate, ordinate, pensate. LA tabella excell non è uno strumento sogisticato, ma ha il pregio della facilità di comprensione e della trasparenza, della flessibilità e docilità dello strumento
Per partire dai soldi, abbiamo preso il campione costituito dalle richieste telematiche di ricorso monitorio ed estratto per ciascuno dei ricorsi una tabella con un record per ciascun ricorso, che riportava oltre al numero del ricorso, anche i valori in euro della causa, dichiarati per la richiesta di pagamento e per il contributo unificato; ciò perchè per i ricorsi per consegna di cosa il valore della richiesta è 0, quello della causa no, è pari al valore della cosa.

A quel punto con la funzione sigma (sommatoria) di excell sono stati sommati i valori delle richieste di tutti i ricorsi presentati dall'inizio (11 dicembre 2006) al 30 novembre 2007, dunque un anno.
Questo valore è stato di 535 MILIONI DI EURO (circa). E' stata calcolata per i soli ricorsi per sola consegna (non per quelli misti, pagamento e consegna, che son pochi) la somma dei valori dicharati per il pagamento del contributo unificato, somma che è risultata pari a 15 MILIONI DI EURO (circa).

Si può dunque dire che il ricorso monitorio telematico vale 550 MILIONI DI EURO, per il prmo anno. Avevo effettuato delle correzioni per togliere alcuni errori palesi, presenti, laddove il valore richiesto si discostava troppo dal valore dichiarato per il CU, aggiungendo una colonna che sottraeva i due valori ed analizzando i fascicoli nei quali tale differenza era superiore ai 5.000 euro (in più o in meno) e troppo grandi o troppo piccoli in assoluto (ve ne era uno da 1.135.000.000 euro palesemente errato per tre zeri).

Ritengo così che il valore fnale di 550.000.000 euro sia attendibile e stimato per difetto, perchè non comprende il valore del bene consegnato laddove il ricorso fosse misto, per consegna e pagamento somma. Analoghi calcoli (meno accurati quanto alla correzione) avevo effettuato dopo sei mesi, a giugno, arrivando a stimare un valore di 350.000.000, su un numero proporzinalmente minore di ricorsi, il che farebbe pensare - se si escludono ricorrenze stagionali anomale - che lo strumento oggi non viene più riservato a casi particolarmente rilevanti, ma sta diventando più ordinario.
Il tempo è danaro e dunque veniamo ai tempi dei ricorsi. Lo strumento è sempre una estrazione SICC (query) e la relativa tabella excell. Il campione estratto era sempre nell'anno trascorso dall'inizio e relativo ai ricorsi che non erano stati sospesi, perchè quelli sospesi hanno un periodo "morto" necessario alle integrazioni degli avvocati, che non pare doversi considerare nei tempi di risposta giudiziaria; questa "depurazione" è costata un 20 % di ricors, il che significa che la percentuale di sospensioni è appunto di circa il 20 %. Per ogni ricorso è stata estratta e riportata la data di accettazione da parte del CAncelliere della busta informatica e la data di accettazione da parte del Cancelliere del prvvedimento del giudice, dalla quale discende in automatico la partenza (non necessariamente l'arrivo) di un messaggio di posta certificata all'avvocato (quale biglietto di Cancelleria) e la visibilità su sito polisweb all'avvocato interessato. A quel punto il difensore può recarsi n Cancelleria per avere la copia cartacea del provvediento telematico per notificarla al debitore ingiunto.

Sono state considerati anche i provvedimenti di rigetto, perchè comunque conclusivi del procedimento. E' quindi stata aggiunta una colonna che riportava il valore in giorni della sottrazione delle due date, che rappresenta la durata del processo, di ogni singolo processo. Su questa colonna ho poi fatto alcuni calcoli, ho sommato tutti i giorni e li ho divisi per il numero dei record, cioè dei ricorsi (in realtà ho usato la funzione "media" di excell, che tutto ciò fa con un click) ed ho ottenuto un valore di 20 GIORNI.

Guardando meglio ho visto che vi erano valori molto variabili.alcuni durati alcuni mesi, altri durati 1 o 0 giorni, cioè emessi e depositati in giornata. La media era pertanto poco signifivcativa, come quella del mezzo pollo a testa quando uno resta digiuno e l'altro si abboffa con un pollo intero.

Devo ad Alessandra Augusto la spiegazione che in casi siffatti è più significativa per la analisi del campione la funzione "moda", che calcola il valore attorno al quale si raggruppa il maggior numero di casi, che viene calcolata da excell (anche da altri programmi, ma io o usato quello) con la funzione, appunto "moda". Questo valore è di 6 GIORNI. Dopo sei mesi questi valori erano stati di 7GIORNI, la moda, e 15 GIORNI la media. Credo che l'alzarsi della media sia dovuto al periodo estivo, che ha inserito 45 giorni di sospensione di termini, la moda è sostanzialmente stabile, ed indica, pur nell'alzarsi della media, tempi tendenzialmente più rapidi per la maggiore manualità acquisita.
IL confronto con i cartacei (campione annuale) è difficile, perchè in quel campione vi sono anche i decreti emessi negli sfratti, che sono emessi in udienza ed hanno giorni di attesa uguali a zero o al massimo pari alla riserva assunta in udienza; inoltre mentre nel telematico i dati sono necessariamente esatti, nel cartaceo vi sono ritardi nella registrazione, per quanto a Milano per esperienza esigui, che sfuggono a qualsiasi controllo. Con tutte queste cautele va preso il dato dei cartacei che è meno significativo, ma indica una media di 66 giorni ed una moda di 84. Si nota che qui la media è inferiore alla moda perchè i casi "anomali" che abbassano la media sono quelli con tempi 0 o 1 o pochi giorni, relativi agli sfratti. Nel telematico invece erano i decreti del periodo feriale che alzavano la media rispetto alla moda.
LA considerazione economica, formulata tempo fa ,è che il telematico ha consentito notevoli risparmi agli utenti, proprzionali al costo di 550 milioni di euro per oltre 60 giorni, cioè -chiedete in banca - alcuni milioni di euro.
Con i numeri ho finito, la postilla è che vi è un valore intrinseco in tutto ciò ed è la maggiore attendibilità del dato telematico rispetto al cartaceo, che risente dei modi di registrazione nel sicc. A Milano per esempio i ricorsi monitori cartacei non vengono registrati in carico al singolo giudice sin tanto che non vengono emessi, il che impedise di sapere come si possa suddividere il tempo della durata fra quello necessario alla trasmissione dei fascioli e loro lavorazione in Cancelleria e quello impiegato dal giudice.

Calcolato che nel telematico i tempi di Cancelleria sono pressochè nulli, mentre il tempo necessario al giudice è superiore, il paragone fra i tempi telematici e i tempi cartacei ci può dare la suddivisione dei tempi anche del cartaceo, almeno sui grandi numeri, del tempo "bruciato" nei vari passaggi e lavorazione in Cancelleria, al magistrato 5- 6 giorni (per moda), il resto sta altrove. Ultimamente si sta, tra l'altro, diminuendo notevolmente il tempo necessario ai decreti ingiuntivi cartacei e ciò da un lato per l'impegno del personale di Cancelleria - aiutato per un certo periodo da esterni - e dall'altro dall'alleggerimento generato proprio dai ricorsi "telematici". Il cartaceo torna perciò competitivo grazie (anche) al telematico, che così fa concorrenza a sè stesso. Mi sorge a questo punto dal cuore un interrogativo (due): quali sono i costi "sociali", i ritardi generati da uffici lasciati privi di risorse e sovraccarichi? sono solo dei giudici le responsabilità dei ritardi?

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