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martedì 22 gennaio 2008

Le smartcard nel PCT

Le smartcard all'interno del PCT hanno un ruolo molto importante: in temini spicci potremmo dire che permettono di identificare un utente e permettono all'utente di porre firme digitali sui documenti.

In termini pratici una smartcard non e' altro che un pezzo di plastica, una tesserina, con sopra un chip, "un piccolissimo computer", che ha delle funzioni speciali. Le funzioni speciali passano attraverso certificati usabili per l'identificazione, la firma e la criptazione.

Per quanto concerne tutta la parte pubblica sul lato avvocatura, le smartcard sono necessarie per identificare un avvocato: contengono un certificato firmato da una Certification Authority che ha lo scopo di identificare un utente all'interno delle applicazioni web (e creare in caso una sessione SSL3 con muta autenticazione *[1]), contengono inoltre un certificato ad uso Firma Digitale a valore legale (valida per lo stato italiano).

Con una smartcard posso accedere al polisweb facendomi identificare tramite il codice fiscale scritto nella smartcard, e posso firmare un atto scritto in OpenOffice e poi esportato in formato PDF. La firma in questione e' un'insieme di dati aggiunti al documento che creano una firma a valore legale, non ripudiabile sul documento stesso.

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