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venerdì 25 gennaio 2008

Il "caso" Milano

Milano e' stata la prima sede in cui il PCT ha trovato applicazione.

L'attivita' nel tribunale di Milano e' partita dal 11 dicembre 2006, durata per tutto il 2007 fino ad oggi. Il 18 gennaio 2008, con l'evento nel tribunale di Milano vi e' stata una prima occasione di tracciare un bilancio della situazione.

Perche' Milano?

Milano non era sede di sperimentazione, come Padova, Bari etc, quindi dunque come ha fatto l'ordine di Milano a concretizzare il PCT?

Presumibilmente la risposta va ricercata in fattori concomitanti:
  • da un lato si partiva con il decreto ingiuntivo e questo ha un "valore ed un interesse" elevato in una metropoli con un'altissima concentrazione di aziende che necessitano ogni giorno del decreto stesso, per non parlare del fatto che lo strumento informatico diveniva accessibile ad un elevato numero di avvocati
  • il presidente dell'ordine degli avvocati ha sostenuto questa attivita', attivita' che senza il supporto e l'impegno dell'ordine non si poteva certo concretizzare. L'Ordine, con la fattiva collaborazione della cattedra di informatica giuridica dell'Universita' degli Studi di Milano - Facolta' di Giurisprudenza, ha organizzato e continua ad organizzare diversi corsi di formazione specifica per tutti gli avvocati che vogliono utilizzare il sistema oltre ad aver aperto uno sportello di assistenza permanente a supporto di tutte le attivita' del PCT.
  • Tribunale, Magistrati, Cisia, Ordine degli Avvocati hanno collaborato per raggiungere un risultato, passando anche attraverso strumenti come la commissione mista, la "mist(ic)a" che grazie alla ricerca di prassi condivise ha consentito di superare i problemi di adattamento della procedura telematica alle previsioni del codice di procedura civile.
  • Vi e' stato un supporto a queste attivita' che e' passato anche attraverso l'universita', in particolare della cattedra di informatica giuridica dell'Universita' degli Studi di Milano - Facolta' di Giurisprudenza.

giovedì 24 gennaio 2008

Seminario : PCT ed esecuzioni immobiliari (Roma 22 Febbraio)

(estratto da una comunicazione ministeriale)

Il 22 Febbraio 2008 si terra' nella Sala della Corte d’appello di Roma alle ore 14 un seminario dal titolo: “Il Processo Civile Telematico per la gestione delle procedure di esecuzione immobiliare e fallimentare”

Attualmente e' disponibile solo una bozza del programma:

Presiede: Amelia Torrice (Responsabile area civile della DGSIA)
Presentazione: Sergio Brescia (Direttore Generale della DGSIA)
- La diffusione del PCT e il sotto-progetto “Esecuzioni individuali e concorsuali” nel Protocollo d’intesa Ministero della Giustizia e ABI: finalità e tempi”.
Relazioni introduttive:
- Il sistema informativo delle esecuzioni. Pasquale Liccardo (Giudice in Bologna)
- La rivisitazione degli assetti organizzativi. Stefano Zan (Direzione Lavori)
Interventi (domande, osservazioni e commenti) dei rappresentanti dei diversi interlocutori.

Il seminario nasce a fronte di un protocollo d’intesa tra il Ministero della Giustizia e l’ABI, nel progetto “Esecuzioni individuali e concorsuali” che mira non solo a diffondere il PCT nel mondo delle esecuzioni, ma anche ad affrontare un dibattito aperto su questo tema.

martedì 22 gennaio 2008

I numeri dell'ufficio per il PCT (2)

Questo documeto e' stato gentilmente concesso dal Dott. Consolandi, magistrato in Milano e membro della commssione mist(ic)a : e' tratto da un'email spedita in mailing list private, dove il Dott. Consolandi condivide le informazioni sulle attivita' svolte in ambito PCT. Nello specifico si parla dei "numeri dell'ufficio per il PCT - 2", resoconto sulla "monitizzazione/valorizzazione" del PCT stesso durante il primo anno di decreto ingiuntivo telematico a Milano.

Le attivita' descritte nell'email state svolte da un gruppo di lavoro (a breve aggiorniamo i riferimenti) e sono quindi il frutto di lavoro del Cisia, dell'Ordine degli Avvocati di Milano, della cattedra' universitaria di informatica giuridica dell'Universita' degli Studi di Milano - Facolta' di Giurisprudenza a cui parte delle attivita' sono state delegate, etc.

Osservazioni notturne su altri numeri del PCT, sul flusso dei decreti ingiuntivi telematici milanesi.
Quello che vi dirò deriva da una gestione un po' casereccia dei dati, nel senso che non si tratta di un vero e proprio dataware, ma di estrazioni dal database SICC riportate in tabelle excell e poi smontate, studiate, ordinate, pensate. LA tabella excell non è uno strumento sogisticato, ma ha il pregio della facilità di comprensione e della trasparenza, della flessibilità e docilità dello strumento
Per partire dai soldi, abbiamo preso il campione costituito dalle richieste telematiche di ricorso monitorio ed estratto per ciascuno dei ricorsi una tabella con un record per ciascun ricorso, che riportava oltre al numero del ricorso, anche i valori in euro della causa, dichiarati per la richiesta di pagamento e per il contributo unificato; ciò perchè per i ricorsi per consegna di cosa il valore della richiesta è 0, quello della causa no, è pari al valore della cosa.

A quel punto con la funzione sigma (sommatoria) di excell sono stati sommati i valori delle richieste di tutti i ricorsi presentati dall'inizio (11 dicembre 2006) al 30 novembre 2007, dunque un anno.
Questo valore è stato di 535 MILIONI DI EURO (circa). E' stata calcolata per i soli ricorsi per sola consegna (non per quelli misti, pagamento e consegna, che son pochi) la somma dei valori dicharati per il pagamento del contributo unificato, somma che è risultata pari a 15 MILIONI DI EURO (circa).

Si può dunque dire che il ricorso monitorio telematico vale 550 MILIONI DI EURO, per il prmo anno. Avevo effettuato delle correzioni per togliere alcuni errori palesi, presenti, laddove il valore richiesto si discostava troppo dal valore dichiarato per il CU, aggiungendo una colonna che sottraeva i due valori ed analizzando i fascicoli nei quali tale differenza era superiore ai 5.000 euro (in più o in meno) e troppo grandi o troppo piccoli in assoluto (ve ne era uno da 1.135.000.000 euro palesemente errato per tre zeri).

Ritengo così che il valore fnale di 550.000.000 euro sia attendibile e stimato per difetto, perchè non comprende il valore del bene consegnato laddove il ricorso fosse misto, per consegna e pagamento somma. Analoghi calcoli (meno accurati quanto alla correzione) avevo effettuato dopo sei mesi, a giugno, arrivando a stimare un valore di 350.000.000, su un numero proporzinalmente minore di ricorsi, il che farebbe pensare - se si escludono ricorrenze stagionali anomale - che lo strumento oggi non viene più riservato a casi particolarmente rilevanti, ma sta diventando più ordinario.
Il tempo è danaro e dunque veniamo ai tempi dei ricorsi. Lo strumento è sempre una estrazione SICC (query) e la relativa tabella excell. Il campione estratto era sempre nell'anno trascorso dall'inizio e relativo ai ricorsi che non erano stati sospesi, perchè quelli sospesi hanno un periodo "morto" necessario alle integrazioni degli avvocati, che non pare doversi considerare nei tempi di risposta giudiziaria; questa "depurazione" è costata un 20 % di ricors, il che significa che la percentuale di sospensioni è appunto di circa il 20 %. Per ogni ricorso è stata estratta e riportata la data di accettazione da parte del CAncelliere della busta informatica e la data di accettazione da parte del Cancelliere del prvvedimento del giudice, dalla quale discende in automatico la partenza (non necessariamente l'arrivo) di un messaggio di posta certificata all'avvocato (quale biglietto di Cancelleria) e la visibilità su sito polisweb all'avvocato interessato. A quel punto il difensore può recarsi n Cancelleria per avere la copia cartacea del provvediento telematico per notificarla al debitore ingiunto.

Sono state considerati anche i provvedimenti di rigetto, perchè comunque conclusivi del procedimento. E' quindi stata aggiunta una colonna che riportava il valore in giorni della sottrazione delle due date, che rappresenta la durata del processo, di ogni singolo processo. Su questa colonna ho poi fatto alcuni calcoli, ho sommato tutti i giorni e li ho divisi per il numero dei record, cioè dei ricorsi (in realtà ho usato la funzione "media" di excell, che tutto ciò fa con un click) ed ho ottenuto un valore di 20 GIORNI.

Guardando meglio ho visto che vi erano valori molto variabili.alcuni durati alcuni mesi, altri durati 1 o 0 giorni, cioè emessi e depositati in giornata. La media era pertanto poco signifivcativa, come quella del mezzo pollo a testa quando uno resta digiuno e l'altro si abboffa con un pollo intero.

Devo ad Alessandra Augusto la spiegazione che in casi siffatti è più significativa per la analisi del campione la funzione "moda", che calcola il valore attorno al quale si raggruppa il maggior numero di casi, che viene calcolata da excell (anche da altri programmi, ma io o usato quello) con la funzione, appunto "moda". Questo valore è di 6 GIORNI. Dopo sei mesi questi valori erano stati di 7GIORNI, la moda, e 15 GIORNI la media. Credo che l'alzarsi della media sia dovuto al periodo estivo, che ha inserito 45 giorni di sospensione di termini, la moda è sostanzialmente stabile, ed indica, pur nell'alzarsi della media, tempi tendenzialmente più rapidi per la maggiore manualità acquisita.
IL confronto con i cartacei (campione annuale) è difficile, perchè in quel campione vi sono anche i decreti emessi negli sfratti, che sono emessi in udienza ed hanno giorni di attesa uguali a zero o al massimo pari alla riserva assunta in udienza; inoltre mentre nel telematico i dati sono necessariamente esatti, nel cartaceo vi sono ritardi nella registrazione, per quanto a Milano per esperienza esigui, che sfuggono a qualsiasi controllo. Con tutte queste cautele va preso il dato dei cartacei che è meno significativo, ma indica una media di 66 giorni ed una moda di 84. Si nota che qui la media è inferiore alla moda perchè i casi "anomali" che abbassano la media sono quelli con tempi 0 o 1 o pochi giorni, relativi agli sfratti. Nel telematico invece erano i decreti del periodo feriale che alzavano la media rispetto alla moda.
LA considerazione economica, formulata tempo fa ,è che il telematico ha consentito notevoli risparmi agli utenti, proprzionali al costo di 550 milioni di euro per oltre 60 giorni, cioè -chiedete in banca - alcuni milioni di euro.
Con i numeri ho finito, la postilla è che vi è un valore intrinseco in tutto ciò ed è la maggiore attendibilità del dato telematico rispetto al cartaceo, che risente dei modi di registrazione nel sicc. A Milano per esempio i ricorsi monitori cartacei non vengono registrati in carico al singolo giudice sin tanto che non vengono emessi, il che impedise di sapere come si possa suddividere il tempo della durata fra quello necessario alla trasmissione dei fascioli e loro lavorazione in Cancelleria e quello impiegato dal giudice.

Calcolato che nel telematico i tempi di Cancelleria sono pressochè nulli, mentre il tempo necessario al giudice è superiore, il paragone fra i tempi telematici e i tempi cartacei ci può dare la suddivisione dei tempi anche del cartaceo, almeno sui grandi numeri, del tempo "bruciato" nei vari passaggi e lavorazione in Cancelleria, al magistrato 5- 6 giorni (per moda), il resto sta altrove. Ultimamente si sta, tra l'altro, diminuendo notevolmente il tempo necessario ai decreti ingiuntivi cartacei e ciò da un lato per l'impegno del personale di Cancelleria - aiutato per un certo periodo da esterni - e dall'altro dall'alleggerimento generato proprio dai ricorsi "telematici". Il cartaceo torna perciò competitivo grazie (anche) al telematico, che così fa concorrenza a sè stesso. Mi sorge a questo punto dal cuore un interrogativo (due): quali sono i costi "sociali", i ritardi generati da uffici lasciati privi di risorse e sovraccarichi? sono solo dei giudici le responsabilità dei ritardi?

I numeri dell'ufficio per il PCT

Questo documeto e' stato gentilmente concesso dal Dott. Consolandi, magistrato in Milano e membro della commssione mist(ic)a : e' tratto da un'email spedita in mailing list private, dove il Dott. Consolandi condivide le informazioni sulle attivita' svolte in ambito PCT. Nello specifico si parla dei "numeri dell'ufficio per il PCT", resoconti sui risultati ed i problemi incontrati durante il primo anno di decreto ingiuntivo telematico a Milano.

Le attivita' descritte nell'email state svolte da un gruppo di lavoro (a breve aggiorniamo i riferimenti) e sono quindi il frutto di lavoro del Cisia, dell'Ordine degli Avvocati di Milano, della cattedra' universitaria di informatica giuridica dell'Universita' degli Studi di Milano - Facolta' di Giurisprudenza a cui parte delle attivita' sono state delegate, etc.

Stante la vicinanza del convegno di Roma sull'ufficio per il processo inizio dai numeri degli interventi resisi necessari nelle comunicazioni tra gli avvocati e il tribunale: si è infatti creato quasi spontaneamente una sorta di ufficio per il processo telematico che si incarica della gestione del flusso di informazioni fra gli avvocati e gli uffici giudiziari e viceversa, rilevando tutti quegli errori che fanno fallire la comunicazione o che la rendono meno efficiente.

Sotto il profilo dell'efficienza della comunicazione è stato fondamentale l'apporto della commissione creatasi tra i magistrati, gli avvocati e i cancellieri e personale cisia, che ha concordata alcuni contenuti dei ricorsi, vale a dire indicazione - e suoi modi - di determinate informazioni utili nel processo telematico. In questo senso per esempio è stato concordato l'indicazione dell'indirizzo mail del difensore, peraltro ora prevista anche dal codice di procedura civile, la chiarificazione dell'indicazione della materia trattata quando sia materia specializzata, il modo di indicazione degli allegati, la eliminazione della nota spese e altro ancora, che potete trovare in parte sunteggiata nell'allegato pdf tratto dal sito dell'ordine degli avvocati di Milano.

Assai più impegnativo è stato il lavoro dell'infopoint del punto di accesso dell'ordine degli avvocati, praticamente un helpdesk consultabile sia in tribunale sia a mezzo mail o telefono, sia con visite in studio da parte degli avvocati; questa struttura privata, gestita dal Dott. Filippo Pappalardo, collaboratore della cattedra di informatica giuridica dell'Universita' degli Studi di Milano - Facolta' di Giurisprudenza, ha lavorato a stretto contatto con alcuni uomini del CISIA, per chiarire i problemi che di volta in volta si presentavano, per vedere come arrivavano i messaggi degli avvocati, se arrivavano, per chiarire come mai i giudici avevano difficoltà nel vederli, quando le avevano, ecc..

Vado qui di seguito ad esporre i numeri degli interventi effettuati e tenete presente che un 10 - 20% di questi interventi ha finito per interessare il CISIA, il che aiuta ad immaginare le dimensione delle necessità del futuro ufficio per il processo telematico, quando debba gestire non più il 10 - 20% dei decreti ingiuntivi milanesi, ma presumibilmente buona parte dei processi anche contenziosi.

Dunque a febbraio2007 (primo mese di rilevamento ) le chiamate sono state 1135 (delle quali 112 telefoniche, 260 allo sportello del Tribunale e 763 per mail). A febbraio 2007 il flusso di ricorsi è stato di 214 fascicoli. Se prendiamo il dato dell'ultimo mese considerato (novembre 2007) abbiamo che sono arrivate 832 chiamate (207 telefoniche, 199 allo sportello e 426 per mail), quindi in calo, ma a novembre il flusso di ricorsi è stato tre volte tanto, 676 ricorsi.Credo che la maggiore pratica sullo strumento abbia ridotto il ricorso all'infopoint e di conseguenza ai dipendenti del Tribunale.

Il picco si è avuto a maggio, con 1341 chiamate (191 telefono, 365 sportello, 785 mail), per 400 ricorsi. La media giornaliera di chiamate non oscilla molto, si mantiene fra le 40 e le 60 al giorno, il che significa che il personale CISIA viene interessato fra le 5 e le 10 volte al giorno lavorativo, gestite da una persona e mezza (la mezza perchè faceva anche altro). Le chiamate sono in diminuzione ed ancora di più quelle che necessitano l'intervento del CISIA, ma si tratta di una porzione minima del traffico avvocati/Tribunale. Se solo si arrivassse dall'attuale 20 % dei monitori all'intero traffico delle ingiunzioni, due persone difficilmente basterebbero, se poi si aggiunge il contenzioso le persone dovrebbero almeno raddoppiare. Inoltre nella prima fase la necessità di tecnici è massima, a calare man mano che lo strumento viene "digerito" dagli utenti. Perciò nei primi mesi i quattro necessari "a regime" dovrebbero ancora raddoppiare, tenendo soprattutto conto del fatto che ciò che ho detto vale solo per le chiamate degli avvocati e che vi sono anche le necessità di cancellerie e magistrati; esigenze queste ultime cui è stata dedicata sempre la stessa persona e mezzo, oltre a, per otto mesi, due tecnici "temporanei" pagati dal ministero.

Personalmente valuto che per la buona riuscita del processo civile telematico a Milano - monitorio e non - per il primo anno ci vogliano 15 persone e spero si comprenda che il lavoro di costoro è vitale per la salvaguardia dell'investimento in software ed hardware, anzi è una parte stessa di quell'investimento, per cui tirchieggiare in questa fase sul personale è un pessimo investimento, anche se è un tipo di personale che non abbonda nella amministrazione giudiziaria.

Infine può essere utile un breve riassunto delle tematiche trattate in questi interventi infopoint, che in 9 mesi son stati 9117, limitatamente a quelle che hanno coinvolto il CISIA e attengono quindi oprettamente all'ufficio per il processo telematico:

* la caduta del server del punto d'accesso
* mancata visualizzazione di atti o allegati
* busta (ricorso) contenente errore tecnico
* mancata visualizzazione biglietti di Cancelleria
* visualizzazione dati errati
* mancata accettazione busta.
* chiarimenti di natura giuridica grazie alla competenza specifica del personale dell'infopoint

Cos'e' "ssl3"?

In ambio Processo Civile Telematico capita di sentire questa sigla : SSL3.

Potete fare un salto su wikipedia per una descrizione tenica:
http://it.wikipedia.org/wiki/Secure_Sockets_Layer

Al di la di una spiegazione dettagliata, in temini spicci si parla di SSL3 quando un utente deve connettersi ad un sito web. Quando una connessione ad un sito viene effettuata tramite ssl3, il sito e l'utente si identificano tra loro (per l'utente e' la smartcard che permette l'identificazione certa). Con questa autenticazione reciproca, detta mutua-autenticazione, inizia un dialogo tra i due pc (web server e pc dell'utente), dove i dati vengono criptografati, cosi' che pur passando attraverso internet siano leggibili solo tra questi due soggetti (web server e utente/pc dell'utente).

Nel caso specifico quando ci si collegai al PDA (punto di accesso) per il PolisWeb o per il PCT stesso, un utente usa la propria smartcard per farsi identificare e stabilire un canale sicuro per trasmettere o ricevere atti ed altri dati giudiziali da e per il tribunale.

Report per l'unione europea sul PCT

Nel 2007 e' stato commissionata una relazione preliminare sui progetti in ambito pubblica amministrazione italiana per l'eGovernment che contemplano la firma digitale, finalizzato alla verifica e comprensione del livello di interoperabilità dei framework usati.

Tra questi progetti spicca il Processo Civile Telematico, che viene descritto per fornire all'unione europea una "catalogazione del progetto stesso".

Il report in questione e' raggiungibile tramite il link sottostante, che porta ad un file PDF:
http://ec.europa.eu/idabc/servlets/Doc?id=29087

Le smartcard nel PCT

Le smartcard all'interno del PCT hanno un ruolo molto importante: in temini spicci potremmo dire che permettono di identificare un utente e permettono all'utente di porre firme digitali sui documenti.

In termini pratici una smartcard non e' altro che un pezzo di plastica, una tesserina, con sopra un chip, "un piccolissimo computer", che ha delle funzioni speciali. Le funzioni speciali passano attraverso certificati usabili per l'identificazione, la firma e la criptazione.

Per quanto concerne tutta la parte pubblica sul lato avvocatura, le smartcard sono necessarie per identificare un avvocato: contengono un certificato firmato da una Certification Authority che ha lo scopo di identificare un utente all'interno delle applicazioni web (e creare in caso una sessione SSL3 con muta autenticazione *[1]), contengono inoltre un certificato ad uso Firma Digitale a valore legale (valida per lo stato italiano).

Con una smartcard posso accedere al polisweb facendomi identificare tramite il codice fiscale scritto nella smartcard, e posso firmare un atto scritto in OpenOffice e poi esportato in formato PDF. La firma in questione e' un'insieme di dati aggiunti al documento che creano una firma a valore legale, non ripudiabile sul documento stesso.

domenica 20 gennaio 2008

Relazione sull'incontro di Milano - 18/1/2008

La relazione sul PCT a Milano ha sostanzialmente fornito due chiare indicazioni:
  1. Il decreto ingiuntivo telematico ha ridotto i tempi di esecuzione del decreto ingiuntivo, spostando fino al 20% dei decreti ingiuntivi dalla forma cartacea a quella telematica.
  2. Il nuovo redattore ministeriale e' pronto (non e' disponibile, non e' pubblicato, non sono disponibili i sorgenti). Di questo redattore e' disponibile una versione DEMO che in sostanza e' probabimente una delle prime release del redattore ministeriale, questa e' fornita tramite il sito del ministero (e di questa sono disponibili su richiesta i sorgenti). Con il nuovo redattore verra' ampliato il numero di atti telematici.
Partendo da questo punto il ministero, nella persona del Dott. Brescia, ha segnalato come il PCT debba ora estendersi, portanto il decreto ingiuntivo telematico in altre sedi (principalmente della lombardia). Il dott. Brescia ha anche segnalato come durante l'anno sara' possibile poi utilizzare altri 4 atti oltre al decretro ingiuntivo, ma come questo dipenda dalla pubblicazione in gazzetta delle nuove specifiche.

I tempi connessi a questa espansione del PCT sul territorio non sono chiari perche' di fatto anche all'avvocatura.

Le uniche pecche di questo incontro sono state la mancanza di pubblicita' sull'evento stesso, che infatti ha visto pochi avvocati non lombardi presenti all'incontro:

Un po di numeri tangibili sul decreto ingiuntivo telematico, sono qui riportati grazie al Dott. Consolandi che li ha raccolti:

Anno/Mese 2007

telematici

cartacei

percentuale

totali 2007

raffronto 2006

Anno/Mese 2006

2006/12

51

2.642

1,89

2.693

3.251

2005/12

2007/01

94

3.019

3,02

3.113

2.816

2006/01

2007/02

214

3.352

6,00

3.566

3.561

2006/02

2007/03

335

3.646

8,41

3.981

3.749

2006/03

2007/04

271

2.745

8,99

3.016

2.864

2006/04

2007/05

400

3.204

11,10

3.604

3.662

2006/05

2007/06

507

3.080

14,13

3.587

3.870

2006/06

2007/07

564

3.369

14,34

3.933

3.698

2006/07

2007/08

92

705

11,54

797

784

2006/08

2007/09

503

2.536

16,55

3.039

3.694

2006/09

2007/10

603

3.532

14,58

4.135

3.875

2006/10

2007/11

676

2.876

19,03

3.552

3.528

2006/11

Totale

4.310

34.706

11,05

39.016

39.352




venerdì 18 gennaio 2008

18 Gennaio Milano - PCT 1 anno di Lavori

Il 18 gennaio presso il TRIBUNALE ORDINARIO DI MILANO vengono presentati i risultati di un anno di decreto ingiuntivo telematico, attivita' svolta nella stessa Milano nell'ambito del PCT, dove il decreto ingiuntivo e' stato il primo atto che gli avvocati hanno potuto scrivere al PC, firmare con smartcard ed inviare direttamente in tribunale, senza muoversi dal loro ufficio (attivita' partita il 1 dicembre 2006 e svolta fino ad oggi).

A Milano verra' presentata ufficialmente la nuova versione del redattore, lo strumento per produrre, firmare e consegnare al tribunale gli atti, tracciando un bilancio sull'attivita' fin qui svolta: principali relatori l'Avv. Paolo Giuggioli presidente dell'Ordine degli avvocati di Milano http://www.ordineavvocatimilano.it e tenace sostenitore di Miano come sede di innovazione, il Dott. Brescia che sovraintende al PCT per conto del Ministero della Giustizia e la Dott. Daniela
Intravaia Dirigente CISIA

Giusto l'anno scorso il 17 gennaio il Ministro Mastella in un incontro nello stesso tribunale si impegnava a sostenere le attivita' connesse al PCT, per poi di li a poco garantire nuovi fondi e personale per queste attivita', ponendo in una data di chiusura dei lavori : entro il 2010 il PCT sara' obbligatorio per tutti (articolo 6)
http://www.giustizia.it/dis_legge/xvleg/ddl_ufficio_per_il_processo.htm#6

La giustizia si sta informatizzando ed e' ipotizzabile che nel corso del prossimo anno il PCT dovra' estendersi a nuove sedi e il numero degli atti utilizzabili dovra' essere ampliato : lo scopo e ridurre i tempi della giustizia.

Del nuovo redattore e' stata pubblicata una demo disponibile qui :
http://www.processotelematico.giustizia.it/pdapublic/index.jsp?sid=1&id=6&pid=6


Il redattore in demo e' scritto in java, sostituisce il precedente in visual basic, riduce la dipendenza da word e da windows, ed infine si basa su regole semplificate, per ridurre problematiche e costi di implementazione.

martedì 15 gennaio 2008

Redattore per Windows

Il redattore per windows e' l'unico fin qui scritto dal ministero.

Il primo redattore e' stato scritto da Datamat per il Ministero della Giustizia: e' nato parecchi anni fa, e' stato scritto in Visual Basic ed era strettamente integrato con Microsoft Word e Windows. Proprio per questa integrazione cosi' stretta non era visto di buon occhio da molte aziende, oltre al fatto che non risultava facilmente reperibile.

All'atto pratico il redattore e' stato poi usato per un anno intero presso l'Ordine di Milano dal 1 dicembre 2006 al 18 gennaio 2008 data in cui verra' proposto il suo pensionamento.

Il secondo redattore e' stato scritto in Java da Net Service, e' abbastanza svincolato da word, e per quanto si appoggi completamente alle api di windows per la gestione delle smartcard e' possibile che questa integrazione non sia poi cosi' stretta come sembra.



Nota di folklore:

Il primo redattore ha avuto una vita spiacevole: personalmente io l'ho trovato prima in mano a aziende terze (2004 Bergamo) che non sul sito del ministero.
Il redattore conteneva in se le specifiche degli atti prima che queste fossero pubblicate sulla gazzetta ufficiale e rese pubbliche. Inoltre le specifiche nel redattore erano in formato "file", cioe' documenti elettronici.
Per il primo anno di pubblicazione delle specifiche, risultate poi errate perche' "corrette da word mentre finivano in gazzetta" il redattore era anche l'unica fonte elettronica di queste specifiche, oltre che l'unica fonte "valida", visto che poi e' appunto risultato come le specifiche in gazzetta contenessero errori. Questi problemi in aggiunta ai problemi citati in precedenza, gli hanno offerto una vita grama .....

Redattore per Mac

Ad oggi non esiste alcun redattore per il Mac.

I problemi principali per un possibile redattore Mac sono due:
1) gestione smartcard nel mondo Apple
2) costi di sviluppo

Le specifiche del PCT sono "onerose", dato che sviluppare costa e produrre innovazione costa ancora di piu', la spesa da affrontare non e' cosa da poco : il mondo Mac non si e' ancora organizzato per produrre qualcosa di concreto.

E' estremamente probabile che si possa fare un porting del redattore per linux al mondo mac una volta concluso questo progetto.

L'ultimo redattore pubblicato dal ministero, scritto in java e pubblicato sul sito di Net Service lavora per la gestione delle smartcard direttamente con le api di windows : e' improbabile che vi sia un porting di tale applicativo, tanto piu' che sebbene parte dei sorgenti del redattore per windows siano disponibili, tutta la parte relativa alle smartcard non lo e', questo aumenta la difficolta' di valutare se/come sostituire l'interfaccia alle smartcard di windows con quella del mac (*)

Redattore per Linux

Lo sviluppo di un redattore per linux e' in corso attraverso il progetto eLawOffice.it

Non esiste traccia in tutto il web di altro redattore per linux attualmente.

Data la complessita' dei problemi da affrontare, principalmente di compatibilita' hardware delle smartcard (che piu' semplicemente non vengono fornite di driver per linux o i cui driver sono oggetto di mistificazione), lo sviluppo di un redattore e' stato oggetto di lunga pianificazione, ma e' in concreto partito solo da pochi mesi.

Il Redattore

Per lavorare con il PCT e' necessario un Redattore ossia uno strumento identificato con questo nome dal Ministero, per redigere atti, firmarli con smartcard ed inviarli ad un tribunale (o ad una controparte).

Il redattore e' un prototipo dei "futuri" gestionali che il ministero si auspica verranno sviluppati appositamente per il PCT. Il redattore "manca" delle funzioni specifiche dei gestionali o meglio ha funzionalita' limitate dato che punta solo a garantire creazione, firma ed invio dei documenti (non ha quindi un'agenda, o report, o altri elementi tipici di un gestionale per lo studio legale).

Il processo completo di produzione di un atto in realta' non si compone della semplice redazione, firma ed invio, in quando la firma e' associata ad un processo di "imbustamento" dove il documento viene corredato di varie informazioni e criptografato per il tribunale a cui e' destinato.

Il PCT

Apre il sito di informazione sul Processo Civile Telematico, con l'auspicio che quest'anno veda il PCT dilagare letteralmente attraverso tutti i tribunali italiani.