Novita': aggiunto sondaggio, iscrizione a mezzo Blogger, abilitazione commenti, barra di ricerca sugli articoli in alto a sinistra



giovedì 29 dicembre 2011

Problemi sul GLVE (Venezia)

Nota sulla risoluzione del problema, resa pubblica grazie al COA di Padova ed all'avv. Carla Secchieri:


Ripubblico dal sito originale vista la rilevanza del problema a livello nazionale, dato che tramite PCT questo problema impatta chiunque abbia cause che gestisce a Taranto, Roma, Milano, Torino, Messina, etc su Venezia:


Con nota del 28/12/2011 la Presidente della Corte d’Appello di Venezia comunica che, poiché “dal 29 novembre scorso le comunicazioni telematiche inviate da tutti i Tribunali del Distretto non vengono ricevute dai destinatari” e nonostante “le richieste di chiarimenti formalmente inviate al D.G.S.I.A. e al CISIA di Padova”, tali enti “non hanno dato a oggi indicazioni operative”, “rilevata la necessità, a fronte della diffusa e grave situazione di disagio che interessa magistrati, cancellerie e avvocatura, di sopperire a tale grave carenza gestionale” si sono invitati i Presidenti dei Tribunali a comunicare alla Corte “i provvedimenti adottati e/o adottandi ritenuti più idonei a garantire la funzionalità di tale servizio”.
La Presidente, inoltre, “precisa che la Corte d’Appello a decorrere dal 7/12/2011 ha disposto che le comunicazioni relative a provvedimenti che per natura e oggetto rivestono carattere di urgenza vengano effettuate dalle cancellerie non solo per via telematica ma anche a mezzo fax”.
Il Presidente del Tribunale Ordinario di Venezia, con provvedimento del 29/12/2011, ha così disposto:
«Rilevato che dal 29 novembre scorso le comunicazioni telematiche inviate risultano in attesa di trasmissione e non vengono ricevute dai destinatari;
«Rilevata la necessità di provvedere, in via temporanea urgente, alla trasmissione sicura dei provvedimenti;
«Dispone in via temporanea e urgente che le comunicazioni dei provvedimenti vengano effettuate dalle cancellerie non solo per via telematica, ma anche a mezzo telefax.
«Si dispone che quanto ai provvedimenti già emessi dal Tribunale dal 29 novembre, fino a oggi, attesa l’impossibilità di recuperare a breve l’elenco complessivo, al fine di effettuare le comunicazioni a mezzo telefax, si provvederà alla rimessione in termini, a richiesta».

sabato 17 dicembre 2011

Class action, contro il ministero e per il PCT...

15/12/2011
Class action contro via Arenula
Tribunale in carenza di personale. Parte l'azione collettiva



Il documento sul sito del ministero e' questo

La sezione che se ne occupa sul sito e' questa

domenica 20 novembre 2011

dal 19 novembre 2011 fine periodo transitorio e fine CPECPT

Dal 19 novembre 2011 e' finito il periodo transitorio e non e' piu' attiva la CPECPT.

La CPECPT o PEC-PT era la casella fornita dal PDA per ricevere comunicazioni dal tribunale o effettuare dei depositi di atti.

Da oggi solo la PEC e' un mezzo valido per effettuare depositi nell'ambito del Processo Civile Telematico e ricevere comunicazioni dai tribunali.

Ogni avvocato deve comunicare la propria casella PEC al relativo COA, perche' il COA possa comunicarlo al ministero (caso mai non abbia ancora provveduto): dal 19 novembre ogni utente la cui PEC e' stata comunicata al ministero ricevera' un messaggio che lo informa che la propria casella e' utilizzabile nell'ambito del PCT.

Come promemoria, di seguito l'art. 20 sui requisiti della casella PEC dal link al documento originale del ministero:

Art. 20 - Requisiti della casella di PEC del soggetto abilitato esterno

1. Il gestore di posta elettronica certificata del soggetto abilitato esterno, fermi restando gli obblighi previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n.68 e dal decreto ministeriale 2 novembre 2005, recante «Regole tecniche per la formazione, la trasmissione e la validazione, anche temporale, della posta elettronica certificata», è tenuto ad adottare software antispam idoneo a prevenire la trasmissione di messaggi di posta elettronica indesiderati.
2. Il soggetto abilitato esterno è tenuto a dotare il terminale informatico utilizzato di software idoneo a verificare l'assenza di virus informatici per ogni messaggio in arrivo e in partenza e di software antispam idoneo a prevenire la trasmissione di messaggi di posta elettronica indesiderati.
3. Il soggetto abilitato esterno è tenuto a conservare, con ogni mezzo idoneo, le ricevute di avvenuta consegna dei messaggi trasmessi al dominio giustizia.
4. La casella di posta elettronica certificata deve disporre di uno spazio disco minimo definito nelle specifiche tecniche di cui all'articolo 34.
5. Il soggetto abilitato esterno è tenuto a dotarsi di servizio automatico di avviso dell'imminente saturazione della propria casella di posta elettronica certificata e a verificare la effettiva disponibilità dello spazio disco a disposizione.
6. La modifica dell'indirizzo elettronico puo' avvenire dall'1 al 31 gennaio e dall'1 al 31 luglio.
7. La disposizione di cui al comma 6 non si applica qualora la modifica dell'indirizzo si renda necessaria per cessazione dell'attività da parte del gestore di posta elettronica certificata.

Note all'art. 20: - Per il Decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, si veda nelle note alle premesse.
- Il Decreto ministeriale 2 novembre 2005, (Regole tecniche per la formazione, la trasmissione e la validazione, anche temporale, della posta elettronica certificata) è pubblicato nella Gazz. Uff. 15 novembre 2005, n. 266.


lunedì 13 giugno 2011

Blocco di tutti i servizi di consultazione

Da venerdi' pomeriggio e' in corso un blocco generalizzato di tutti i servizi di consultazione del PCT, per motivi ignoti.

Il DGSIA non ha pubblicato informazioni in proposito.

martedì 3 maggio 2011

Pubblicate le specifiche tecniche del PCT

http://www.processotelematico.giustizia.it/pdapublic/resources/Specifiche%20tecniche%20-%20scheda%20illustrativa%20v1.1.pdf

Spicca a pagina 3 la nota:
"Questo documento riporta tutte le specifiche tecniche di interesse per le software house e per i punti di accesso, aggregando di fatto quanto già anticipato e pubblicato sul sito del processo telematico (sezione “Nuove regole e specifiche tecniche del processo telematico”), nonché illustrato sempre a software house e punti di accesso nella riunione del 7 ottobre 2010 presso la DGSIA"

Il testo in oggetto e' sorprendentemente di dubbio gusto, oltre al fatto che andrebbe corretta la parte "software house" con "iscritti ad AssoSoftware": il testo in oggetto era gia' oggetto di discussione ancor prima di essere stato scritto e quindi reso pubblico.
E' infatti chiaro da tempo che il DGSIA ha bisogno di TIMBRINI, di AVALLI, e la questione e' stata oggetto di pesanti discussioni, data la natura delle riunioni fino ad oggi.

Le discussioni vertono in merito al fatto di avallare in silenzio scelte tecniche poco felici.

Nel complesso leggi e regolamenti fin qui messi in atto vanno a CAMBIARE parte dei flussi, non nella sostanza, ma nella forma, questione su cui il governo ha ben motivo di fare scelte incisive perche' il PCT dura da 10 anni con risultati sostanziali SOLO negli scorsi due anni a fronte della sostituzione del direttore del DGSIA. Da allora e' stato dato un maggior impulso alla diffusione del PCT, con risultati sostanziali, in termini di numeri di utenti e sedi.

Il problema e' ovviamente che questi cambiamenti hanno comportato spese consistenti, non tanto per sviluppare nuovi servizi, quanto per cambiare parte dei flussi con tecnologie differenti: all'atto pratico, fino ad oggi non sono stati erogati nuovi servizi ed in futuro, verranno erogati gli stessi servizi attuali, ma da un numero maggiore di fornitori, dove piu' di un fornitore sara' lo stato italiano, con una intromissione diretta sul mercato.

L'attivita' che non viene presa in considerazione, fino ad oggi, e' un piano (pubblico), che preveda l'attivazione di tutte le sedi dei tribunali: i servizi offerti infatti, riguardano solo chi ha un tribunale attivato nell'ambito del PCT, e le attivazioni per quanto incrementate sono ben lungi dal coprire tutto il territorio nazionale.

Contemporaneamente, dal punto di vista tecnico, e' chiaro che un progetto dove le fasi di sperimentazione sono rese obbligatorie dal CNIPA (per un periodo di attivita' parallela tra CPE-CPT e PEC per 6 mesi) stonano: dovendo essere chiaramente una simile attivita' non opzionale, ma cautalativa e necessaria, quindi come mai e' stato il CNIPA a dover imporre un simile periodo di transizione?

A questo si aggiunge il fatto che fin qui l'intera infrastruttura di test, non viene documentata, per quando il DGSIA abbia indicato la disponibilita' a test sulla nuova piattaforma, disponibilita' comunicata il 20 aprile 2011:
purtroppo pero' un ambiente di test non puo' essere oggetto di disponibilita', ma deve essere un elemento portante di un progetto costato qualche milione di euro ad oggi.


venerdì 22 aprile 2011

Dott. Aprile su Italia Oggi

In un articolo pubblicato su Italia Oggi, il dott. Aprile ha illustrato il passaggio alla PEC
(il materiale e' coperto da copyright, quindi non e' lecito riportare l'articolo integrale).

In sostanza il direttore del DGSIA illustra come il livello di sicurezza viene innalzato (la PEC ha una SLA di 99.99, mentre il precedente servizio aveva una SLA di 99.5).

Il problema e' che ad oggi e' "scoppiato" solo il servizio del MINISTERO stesso, e non risultano provvedimenti ne verso il fornitore, ne verso altri, quindi parlare di livelli di servizio (SLA) non ha alcun senso, ne ha senso parlare si un aumento della sicurezza.

Il governo ha, piu' che lecitamente, deciso di diffondere la PEC e basare molti servizi sulla PEC:
e' decisamente spiacevole che questa scelta venga giustificata con motivazioni vaghe, perche' l'aumento di sicurezza tra PEC e CPECPT a livello di SLA e' pari solo allo 0.49% circa, ed in termini di sicurezza pratica, sapere che il DGSIA non e' intervenuto nell'indicare quanto meno di CHI SIA la responsabilita' dell'implosione del servizio per due mesi, non giova al buon nome del PCT.

Certamente la PEC ha piu' "controllori", quindi all'atto pratico e' palese che in futuro se il servizio implodera' ancora, saranno coinvolti molti piu' enti e ministeri e la questione non potra' essere "dimenticata" o "superata" con leggerezza.